mercoledì 17 febbraio 2010

Cetro che stavolta Povia ha alzato proprio un cazzo di polverone! Povero, povero Povia!


Da sempre, sbattere così crudamente la verità in faccia alle persone non paga. Le persone preferiscono non vedere, non capire o, forse, solo che sia uno diverso da Povia a raccontargliela questa verità. Ma il polverone alzato da Povia stavolta non ha superato neanche la prima serata: ascoltato il testo, o lettolo per i più snob, appare subito evidentissimo che non si può entrare in polemica col piccione in nessuna maniera, nemmeno volendo, nemmeno pretendendolo. Nel succitato testo, infatti (che, non stentiamo a crederlo, è nato in tre giorni!!!), non v’è cenno all’eutanasia, né ad Eluana Englaro: codesto testo potrebbe essere attribuito ad ogni giovane figlio deceduto prima dei genitori. Povia ci racconta la verità della morte: una verità non scomoda, non difficile da comprendere o accettare, una ovvia e tragica verità da tutti risaputa e ce la racconta, come d’abitudine per lui, accompagnando l’esibizione con mossette stupide che offendono più del testo stesso.
° Dov’è Eluana?
° Che altra verità ci voleva raccontare Povia che non poteva raccontarci qualchedun’altro, foss’anche un bimbo elementare?
° Chi è Povia? E come poter dare ancora credito ad uno che è passato con estrema nonchalance dai bambini ai piccioni, e da questi direttamente agli omosessuali e alla morte per eutanasia-solo a suo dire!-?

Resta da chiedersi come mai gli abbiano permesso di spacciare questa canzone come una ‘cosa seria’, come un testo impegnato che andava a pungolare gli ascoltatori su un tema così delicato e dai risvolti sempre più che tragici; come nessuno si sia accorto del tranello o della ‘miseria’ del testo.
E pure pensando in buona fede, e pure volendo convincere noi stessi del fatto che questo testo sia realmente dedicato ad Eluana, dovremmo poi fare i conti con un’ultima, imbarazzante, domanda: ° come mai nessuno ha pensato che Eluana e la sua famiglia meritassero qualcosina in più di una schifezza?

13 commenti:

  1. Concordo in tutto, gli stessi ascoltatori di povia fanno ohhhh.

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  2. E pensare che ho pure quest'anno ho letto i commenti di qualche cretino che diceva che era una canzone profonda e stupenda.

    Salvo

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  3. Ti quoto in maniera assoluta ed incondizionata.
    Si può scrivere "merda"?

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  4. gians>> io invece ne ho visti alcuni che facevano come i piccioni (capisci 'a mmè ;)

    salvo>> anche io...e diciamo che buona parte di questo post è stato ispirato proprio da loro :D

    N>> si deve proprio scrivere in certi casi... :)

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  5. Ops, avevo già commentato. :)
    Mi congratulo con me stessa per essere in accordo con l'altra "me": quella che, nottetempo, agisce e scrive in trance. ;)

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  6. A Beppino Englaro però piaciuta. Strano ma vero.

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  7. Luciano, infatti è molto strano. Forse questo parlare per bocca della figlia lo ha commosso, non so, so solo che Povia sopravvive come cantante solo perchè è un gran furbo!

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  8. Beppino è una brava persona. La canzone è orrenda

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  9. Ahahah, LOL all'ultima frase!

    (son solo manovrine... dai, il Povia è un po' uno sfigato)

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  10. è una testa di cazzo, detto questo Bippi con la tua grafica è difficle leggere i bordi a destra c'è uno
    spezzone di film bellissimo sulla fotografa e la
    bambina, come si chiama il film, ciao ti abbraccio

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  11. egine>> chiesto, fatto:
    El "suicidio" moral de la humanidad al olvidar la ética para pasar a la "estética"

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  12. comunicazione di servizio, passa da me e da GdS,
    sei richiamata in servizio!!!

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