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A CUOPPO CUPO POCO PEPE CAPE ...e... POCO PEPE CAPE A CUOPPO CUPO
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lunedì 5 ottobre 2009

' LA TRIBU' ' non si fa e non si dice


Così Massimo Giletti durante la conferenza stampa di presentazione della 'nuova' DomenicaIn:
«Ho ricevuto una lettera, firmata da dieci avvocati, in cui mi si intima di non parlare, durante L’arena, del reality di Mediaset La tribù, dal momento che il tema che aprirà domani la nuova Domenica in, saranno i guasti del gossip. In sei anni del mio programma, non era mai successo che qualcuno cercasse d’impedirmi di parlare, tentasse di censurarmi. Forse dipende dal fatto che L’arena ha detto chiaro e tondo che i reality sono un pericolo, per la nostra tv e per la nostra società. E che quando ce ne accorgeremo sarà troppo tardi».

E' molto complicato riuscire a carpire il tipo di messaggio che l'arena ha voluto mandarci in tutti qiesti anni dal momento che ogni argomento che si è toccato è stato sempre accompagnato da schiamazzi da reality ... però se Giletti dice che all'arena hanno gridato anche contro questi ultimi noi dobbiamo crederci. Del resto chi se ne frega! La cancellazione de La Tribù non ha fatto altro che migliorare la qualità dei palinsesti e di conseguenza quella delle nostre vite - si mormora addirittura che grazie a questo non più reality show la Moric abbia addirittura trovato l'ammore! Che gioia!- . Però il domandarsi è d'uopo: perchè non si può parlare de La Tribù? Perchè addirittura la minaccia? Nè ma che è stat'?

martedì 21 ottobre 2008

Da la Talpa a Questa Domenica: un’escalation di orrori firmata Paola Perego


A chiunque si sia sintonizzato Giovedì 9 Ottobre su Italia Uno per la prima puntata della nuova edizione de’ La Talpa, non sarà sfuggito lo spettacolo squisitamente emotivo offertoci dalla concorrente Karina Cascella, ex scalda poltroncina, no, che dico, ex opinionista della trasmissione Uomini e Donne della De Filippi, attuale fidanzata di Salvatore Angelucci, ex tronista, questo, della suddetta trasmissione, nonché ex concorrente, sempre insieme a Karina, di un altro reality sempre di Mria De Filippi, l’indimenticato(?) Vero Amore. Cribbio, che attacco, ragazzi.

Tornando ai giorni nostri cerchiamo ora di raccontare come si sia arrivati allo spettacolino emotivo testé accennato: siamo verso la fine della puntata, Karina è stata appena votata dal pubblico come possibile talpa dunque, da regolamento, deve essere esiliata in una capanna, la così detta capanna zulu, e ivi dimorare per una settimana isolata dal resto del gruppo. La reazione di Karina alla notizia è furente e mette a dura prova le abilità conduttive di Paola Perego la quale, poco aiutata dall’inviata Paola Barale appisolatasi su un gommone di labbro, stenta a sedare la concorrente che minaccia di lasciare il gioco. Karina ha paura della solitudine a causa della prematura scomparsa dei genitori: questo è quanto si è evinto con fatica dal caos scoppiato in studio contemporaneamente al pianto di Karina.
L’episodio non ha meravigliato più di tanto, spettacoli simili più che far ergere qualche pelo superfluo non provocano altro. Quello che invece ha spinto questa ‘reazione umanamente condivisibile’, diciamo così, giù nel fango dal quale si era salvata per un soffio, sono state le dichiarazioni rese dalla sorella di Karina, Sunny Cascella, durante l’ennesimo approfondimento de’ la Talpa andato in onda Domenica 12 ottobre durante l’altra trasmissione condotta dalla Perego, Questa Domenica, che cambiato il nome non rinnega l’eredità trash di Maurizio Costanzo. Sunny, nel tentativo di spiegare per l’ennesima volta il perché Karina avesse così tanta paura della solitudine, tra una battuta e l’altra si lascia scappare qualcosa del genere: “Karina ha sempre avuto paura di rimanere da sola , soprattutto con nostro padre… perché di notte era molesto”. E aggiunge: “nostro padre era alcolizzato, infatti lei non aveva un buon rapporto con lui e neanche lui con lei” – e neanche lei con te se non taci tosto!, aggiungiamo noi.
Silenzio in studio e ovunque si sia appresa la notizia in questo modo. La Perego, messa ancora una volta a dura prova nelle sue doti di conduttrice, mugugna qualcosa ma non parla, lo stesso fanno i suoi ospiti, l’unico a prender parola è lo psicologo Alessandro Meluzzi il quale, forte del suo mestiere, butta giù qualche domandina-chiave per meglio chiarire i fatti. Ma è già tardi: Sunny quasi non risponde più e non resta altro da fare che voltare pagina e proseguire con lo show. Dal tragico all’effimero in un batter di ciglio. A questo punto però lo spettatore, quasi schiaffeggiato da questa rivelazione che, forse, meritava un contesto diverso per venir fuori o quantomeno la presenza della presunta abusata, non va più avanti nello show, non può. E mentre la Perego si delizia insieme ai suoi ospiti in chiacchiericci da parrucchiera, lo spettatore, dall’alto del suo divano, resta lì, sguardo fisso nel vuoto, a chiedersi dove siano finiti Marco Columbro e Lorella Cuccarini e le loro sfide così carine.
Un dramma familiare, l’ennesimo caso di violenza domestica, spiattellato così in due parole come si stesse raccontando di un picnic finito male a causa di una pioggia improvvisa.

Non siamo qui a ricordarvi quanto dolore si nasconda dietro ogni caso di abuso, né quanto questo dolore possa centuplicarsi quando ad abusare di te sia il tuo stesso padre. Non vogliamo neanche precisarvi quante donne di questo dolore siano morte e quante, sopravvissutegli, ricorderanno e non vivranno fino alla morte; tutto quello che vogliamo è usufruire del nostro diritto ad incazzarci, indignarci e incazzarci per la semplicità e la leggerezza con cui una simile notizia è stata riportata e affrontata, per la superficialità con la quale certi teatrini vengono costruiti, appoggiati o, peggio ancora, giustificati. Una tragedia simile – perché di questo si tratta nel caso lo spettacolo propostoci non sia stato messo su per questioni di audience – non si liquida in due parole per esigenze di copione, né si accantona se il tempo stringe. Se ne parla, se proprio non si sa come tener buono il pubblico televisivo, o si sta zitti aspettando semmai che sia il diretto interessato a mettere in scena il suo vissuto.