venerdì 20 novembre 2009

Arìdànghètè: Donatella Papi non solo parla, ma scrive pure!


Premessa:

Non guardo quasi mai la tivvì del pomeriggio. Non guardo mai 'L'Italia sul 2'. Eppure, destino vuole, che oggi, ad una certa ora, dopo un maldestro zapping io mi sintonizzi su un certo canale, popolarmente conosciuto come RAI2. Su quel dato canale, a quella certa ora, mi imbatto in un' ignobil sognora apparentemente sana di mente. Poi leggo il sottotitolo in sovraimpressione 'sposerò Izzo'.
Codesta straparla commossa dell' innocenza del giovane Izzo - uno degli autori della strage del Circeo e quant'altro che mai ha avuto l'ardire di dichiararsi innocente-. 'Ho le prove' dice 'ma ora non posso parlare, vi dico tutto domani'.
In studio ci si indigna, si smentisce e ci si dissocia da ogni respiro emesso dall'ignobil'. Poi un collegamento telefonico: è Letizia Lopez, sorella di Rosaria Lopez. Ha la voce rotta dal pianto e dalla rabbia. Intanto alcuni degli invitati lasciano lo studio.
Costei è dunque convinta dell' innocenza di Izzo, ha le prove e si batterà per far riaprire i processi. Domani potremo leggere queste prove direttamente sul muro del palazzo dove stabilmente dimora la signorina.
Dopo aver assistito a quanto sovrascritto, ho sentito come un impulso irrefrenabile di farmi giustizia da sola. Poi ho desitito, ma ho iniziato a ricercare ossessivamente notizie su di questa qui. E qui si apre il capitolo.


CAPITOLO §
Dopo un'estenuante ricerca tra web, news, pagine in italiano, gruppi, maps e video, finalmente trovo una traccia che mi conferma che l'esistenza della Papi è iniziata prima dell'annuncio delle sue nozze.
Si tratta di un aricolo pubblicato su cominciaitalia in data 24/ott/2008. L'articolo titola:

Saviano, la criminalità si cambia anche con l'amore
di Donatella Papi

-e già da qui si poteva intuire il tristo destino toccatole in sorte-

"Non mi piace Roberto Saviano. Non mi piace il suo sguardo. E' sinistro, basso, traverso...da arcidiacono. [...] Saviano e' uno dei quei giovanotti rampanti della nostra dis-informazione che non rischiano un baffo, sono stati costruiti nei retrobottega dei giornali e di certi partiti, fanno torcere i parenti di tanti giornalisti caduti. " [...] "Quelli di Scandiano sono stati forse gli unici che hanno combattuto contro i Bassolino e per questo li hanno puniti. Il potere non perdona. Bisognava ristabilire l"odio contro i clan e rimetterli al centro dell'attenzione italiana e internazionale. Lo hanno fatto e ci sono riusciti.
E' nato cosi' il mito di Gomorra. La politica colpevole ha ritirato la mano nell'ombra, i clan sono saliti alla ribalta. Saviano ha svolto la trama. Ora gli raccolgono le firme, ci sono quattro o cinque Nobel che si sperticano, sui giornali soprattutto di sinistra si finge l'acclamazione globale, perche' quello che e' successo a Napoli e in Campania venga seppellito sotto il clamore della lotta ai Casalesi. Qualche Casalese ci godra' pure di essere come Al Pacino. Ma i piu' sono inferociti. Io li capisco. E li difendo da questo indegno utilizzo politico.
"

Eccola qui, la paladina delle cause ignobili che si batte in difesa del cattivo seppellendo il buono sotto un cumulo di sciocchezze infamanti. Eccola inveire contro un tizio qualunque che senza mezzucci è riuscito ad avere visibilità, successo, fama, pubblicità, pur sacrificando definitivamente la sua quiete. E lei lo inzozza sperando di innescare la polemica per godere di qualche pagina di giornale e qualche ospitata da zio Bruno.
Povera Papi, manco si è accorta che dalla descrizione che ne fa, Saviano sarebbe stato proprio un ottimo partito.

ANGELO IZZO E' SOLO UN' ANIMA INNOCENTE



Domani, Donatella Papi ci fornirà le prove dell' INNOCENZA di Angelo Izzo.
Delitti di droga e ideologia, omicidi politici, assassinii di mafia. Izzo è innocente e la sua innocenza è morale, la sua anima è innocente.
A Izzo e alla sua anima va tutta la mi solidarietà.

Sicuri da MORIRE



FAI CASINO


DA METILPARABEN


giovedì 19 novembre 2009

DA DONNA A DONNA: elucubrazioni di una suora



Oggi mi sono trovata a scambiare quattro chiacchiere ingenue con una suora, e, mentre si discorreva sul per come e il per quando un'anziana donna è stata tolta all'affetto dei suoi cari proprio quando nessuno più se l'aspettava, il discorso ci è scivolato sul divorzio. Eggià perchè l'anziana donna aveva 5 figli, 3 dei quali separati: uno ha lasciato la moglie con 5 figli e si è messo con un'altra molto giovane e ci ha fatto pure un'altra figlia; un altro si è solo pacificamente separato; e l'ultima, povera figlia, dopo la separazione si è 'fidanzata' con un vedovo già dotato di figli e vive solo nell'attesa che questo se la sposi. Ora, la discrezione della persona suora è cosa risaputa, dunque tralascio i particolari più piccanti che hanno portato ognuno di questi figli di buona anziana donna a convolare a giusto divorzio.

La posizione della suora circa l'annoso problema non era delle più rigide: ella conveniva che ci sono casi in cui l'ostinarsi a rimanere insieme è cosa dannosa, sia per i genitori che per i figli e che, data la leggerezza con cui ci si appropinqua oggi al matrimonio, in certi casi è meglio non sposarsi affatto e rimanere nel limbo - così mi ha definito la convivenza; ma, soprattutto, ci siamo trovate concordi sul fatto che non tanto il divorzio in sé, quanto l’aver imparato il coraggio di lasciare un marito 'pericoloso', ha aiutato ogni donna a comprendere che il fatto di essere nata donna non era da considerarsi un elemento a carico .
Sta bene, siamo d'accordo, non obietto, anzi, ti stringo pure la mano.
Poi però, forse presa e persa nell'intimità del discorso, la suora mi scivola su una buccia d'uva e capitombola: "Certo che una volta non era così. Non sai che donne che avevamo noi! Loro sopportavano di tutto, maltrattamenti, botte, ed erano sempre felici e contente ... ".

Non oso immaginare l’allegrezza, i pianti di gioia ogni qual volta il marito di ognuna di queste donne faceva ritorno a casa. Non voglio immaginarmi niente, non inveisco, non insisto. Lascio la suora alle sue elucubrazioni e invito tutti a rileggere il post precedente … affinché non vengano mai più a toccarci gioie del genere.



Emma Shapplin - Spente le Stelle


TESTO VIDEO

DA UOMO A UOMO

da la LETTERA DI MASCHILEPLURALE ALLE DONNE IN OCCASIONE DEL 25 NOVEMBRE

[...]
L’associazione maschile plurale e la rete nazionale di gruppi di uomini impegnati non solo contro la violenza ma per la costruzione di una critica dei modelli dominanti di “virilità” hanno deciso di proporre un’iniziativa nazionale a Roma. Vi scriviamo per spiegarvi il senso della nostra iniziativa e per riflettere insieme sulle forme di relazione che possiamo costruire tra i nostri percorsi per nella loro disparità di dimensione e visibilità.

Abbiamo deciso, come uomini, che fosse ormai necessario assumerci la responsabilità e al tempo stesso la libertà di prendere un’iniziativa in autonomia che non si limitasse alla firma di un appello ma che vedesse la costruzione di uno spazio collettivo, di una pratica visibile che mettesse in gioco i corpi, che costruisse relazioni nuove.

Negli anni scorsi c’è stata spesso una discussione sull’opportunità di una presenza degli uomini alle mobilitazioni delle donne. Non vogliamo entrare nel merito di questa discussione né liquidarla condividendo la sua complessità. Diciamo solo che vogliamo evitare che focalizzi le nostre energie e la nostra attenzione.

Anche per questo abbiamo deciso di offrire e proporre agli uomini che vogliano esprimere il loro desiderio di cambiamento uno spazio e un percorso autonomo proponendo un’iniziativa costruita e pensata da noi ma, ovviamente, aperta alle donne e a tutte le soggettività impegnate nella critica alle forme dominanti di costruzione delle identità di genere e relazioni gerarchiche tra i sessi. Vorremmo che la preparazione della giornata del 21 novembre a Roma fosse occasione per un percorso di confronto, con la molteplicità delle esperienze del femminismo italiano e del movimento lgbt. Vi chiediamo di costruire insieme sia la presenza e la comunicazione nella piazza che l’organizzazione di incontri preparatori nelle città.

Il nostro impegno, la nostra pratica non sono per noi un mero gesto di solidarietà o di assunzione di responsabilità. Non crediamo di tratti di “questioni di donne”. Al centro, per noi c’è una questione maschile su cui è necessaria una parola e una pratica maschile pubbliche.

[...]

mercoledì 18 novembre 2009

LA 'NUOVA' DESTRA - 1992


BRUCIA LA TERRA




Brucia la luna n'cielu
E ju bruciu d'amuri
Focu ca si cunsuma
Focu lu me cori

L'anima chianci
Addulurata

Nun si da paci
Ma cchi mala nuttata

Lu tempu passa
Ma nun agghiorna
Non c'e mai suli
Si idda nun torna

Brucia la terra mia
E abbrucia lu me cori
Cchi siti d'acqua idda
E ju siti d'amuri

A cu la cantu
La me canzuni

Si no c'e nuddu
Ca s'a affacia
A lu barcuni

Brucia la luna n'cielu
E ju bruciu d'amuri
Focu ca si consuma
Focu lu me cori

L'anima chianci
Addulurata

Non si da paci
Ma cchi mala nuttata

A cu la cantu
La me canzuni

Si no c'e nuddu
Ca s'a affacia
A lu barcuni

A cu la cantu
La me canzuni

Si no c'e nuddu
Ca s'a affacia
A lu barcuni

martedì 17 novembre 2009

DONNE DI CUORI: scegli la copertina del nuovo libro di Vespa Bruno


Dal Munaciello trovi "10 copertine fra le quali potrai scegliere la tua perferita a mezzo sondaggio. Clicca su ciascuna immagine per notare i particolari e infine, nel riquadro del sondaggio posto nella barra laterale a destra, spunta l'opzione (o le opzioni) corrispondente alla tua scelta.

Non lasciarti fuggire questa meravigliosa opportunità: partecipa. E' un pò anche la logica delle primarie, dei sondaggi del cavaliere, delle inchieste di mercato: la merce, pur non mutando sostanza, può assumere forme diverse a seconda dei gusti del potenziale acquirente. Ebbene, oggi a potenziare la potenza dell'acquirente ci sei tu. Lubrifica assieme a noi! Vota!"

lunedì 16 novembre 2009

IL SONDAGGIONE DEL MUNACIELLO: SCEGLI LA COPERTINA DEL NUOVO LIBRO DI ZIO BRUNO


Dal Munaciello trovi "10 copertine fra le quali potrai scegliere la tua perferita a mezzo sondaggio. Clicca su ciascuna immagine per notare i particolari e infine, nel riquadro del sondaggio posto nella barra laterale a destra, spunta l'opzione (o le opzioni) corrispondente alla tua scelta.
Non lasciarti fuggire questa meravigliosa opportunità: partecipa. E' un pò anche la logica delle primarie, dei sondaggi del cavaliere, delle inchieste di mercato: la merce, pur non mutando sostanza, può assumere forme diverse a seconda dei gusti del potenziale acquirente. Ebbene, oggi a potenziare la potenza dell'acquirente ci sei tu. Lubrifica assieme a noi! Vota
!"

PER I FaceBooKStieri, il SONDAGGIONE è anche QUI.

A NAPOLI SI MOLTIPLICANO GLI ARRESTI E SI QUINTUPLICANO GLI ARRESTANDI


NELL'ULTIMA SETTIMANA HO SAPUTO DI: 4 TENTATIVI DI RAPINA IN CASA, 1 RAPINA IN CASA, 2 TENTATIVI DI FURTO D'AUTO, UNA RAPINA IN PIENA REGOLA CON TANTO DI PERCOSSE. LE RAPINE DI NOTTE, TRA LE 3 E LE 4.30 DEL MATTINO; I FURTI D'AUTO IN PIENO GIORNO, IN ZONE TRAFFICATE.
TRA AMICI ED AMICI DI AMICI, QUASI LA META' DELLE PERSONE CHE CONOSCO, OGGI HANNO PROBLEMI AD USCIRE DI CASA, PROBLEMI A LASCIARE LA CASA INCUSTODITA, PAURA DI GIRARE DA SOLI IN MACCHINA. QUI DA NOI IL FILO E' TESO E TENDE A TENDERSI SEMPRE DI PIU': PIU' NE ARRESTANO, PIU' CHI RESTA FUORI HA BISOGNO DEI SOLDI PER PAGARE GLI AVVOCATI E LE FAMIGLIE RIMASTE 'SCOPERTE'. PIU' NE ARRESTANO PIU' CHI RESTA FUORI PERSEVERA, SI ACCANISCE, QUASI COME IN UNA LOTTA PER LA SOPRAVVIVENZA. PIU' NE ARRESTANO MENO SI PORTA ALLA CONOSCENZA DI TUTTI COSA COMPORTA OGNI ARRESTO.
I TENTATIVI DI RAPINA IN CASA E QUELLI DELLE AUTO, NON E' STATO POSSIBILE NEANCHE DENUNCIARLI: "SOLO UNA SEGNALAZIONE, PERCHE'-D'ALTRONDE- NON HANNO FATTO NIENTE". DUNQUE FINCHE' NON CI SCAPPA IL MORTO I TITOLONI TACCIONO E I MILITARI ABBOZZANO.

domenica 15 novembre 2009

NUN TE SCURDA'


‘E ssentevo quanno ero figliola, ‘o cchiammavano ammore
chellu fuoco ca te nasce 'm pietto e ca maje se ne more
‘e ccumpagne parlavano zitto ‘e sta cosa scurnosa
ca na femmena ‘a fa sulamente ‘o mumento ca sposa.

E pure si sposa nun songo stata maje
saccio comme volle ‘o sanghe e ‘o core sbatte forte assaje
quanno ‘a voce d’a passione chiamma a te,
quanno zitto int’ ‘a na recchia tu te siente ‘e murmulià:

nun te scurda’
nun te scurda’
nun te scurda’
pecchè sta vita se ne va
nun te scurda’
maje ‘e te

nun te scurda’
nun te scurda’
nun t’ ’o scurda’
pecchè si no che campe a fa’
nun te scurda’ ‘e te maje.

E tant' è ll'ammore ca ’a sciorta m’a miso int’ ’e mmane
ca ‘o vvengo e ‘a ggente pe’ chesto me chiamma puttana
nun’aggio maje saputo sta’ carcerata int’ ‘a casa
e n'ommo ca capeva chesto nun l'aggio truvato.

A chi me schifa dico vuo’ vede’
ca ‘o cuorpo tu t’ ‘o vinne comme a me
nun me suppuorte e chest’ ‘o ssaccio già
ie songo ‘o specchio addò nun te vulisse maje guarda’.

Nun te scurda’
nun te scurda’
nun t’ ’o scurda’
pecchè si no che campe a fa’
nun te scurda’ ‘e te, maje.


Mamma, puttana o brutta copia ’e n’ommo
chest’è na femmena int’ ‘a chesta parte ‘e munno
ca quanno nasce a cchesto è destinata
e si ‘a cummanna ‘o core d’ ‘a ggente è cundannata.

Mamma, puttana o brutta copia ‘e n’ommo
avesse voluto ‘e cchiù int’ ‘a chesta parte ‘e munno
apprezzata no p’ ‘e mascule sgravate,
no p’ ‘e chisto cuorpo bello,
no p’ ‘e mazzate che aggio dato
sulamente pecchè femmena so’ stata
e nu catenaccio ‘o core nun me l’aggio maje nzerrato
sulamente pecchè femmena so’ stata
sulamente femmena...

Nun te scurda’
nun te scurda’
nun te scurda’
pecchè sta vita se ne va
nun te scurda’
maje ‘e te

nun te scurda’
nun te scurda’
nun t’ ’o scurda’
pecchè si no che campe a fa’
nun te scurda’ ‘e te maje.

sabato 14 novembre 2009

7 MINUTI CONTRO LA VIOLENZA

venerdì 6 novembre 2009

LO STUPRO DI MONTALTO CONTINUA SU FACEBOOK. CON RAPELAY ISTRUZIONI PER L'ABUSO.


Lo stupro di Monatalto continua su Facebook, sia nei gruppi che si sono aperti a sostegno di Marinella, sia in quelli -molti dei quali già chiusi- dove si invitano tutti i masculi degni di questo nome ad unirsi allo stupro, a mettersi in fila come disse Nonno Arzillo. A dirla tutta ogni stupro, non solo quello di Montalto, rivive grazie alla creazione di questi gruppi: quello di Capodanno, quello di Guidonia, quello della Caffarella, quello di Albuzzano ... fino a quelli virtuali e ripetuti di cui puoi farti artefice grazie ad un videogioco, Repelay. Un simulatore di stupri del quale non riesco ad immaginare l'utilità, dal momento che i Nostri anche senza suggerimenti o spunti o istruzioni per l'abuso sono sempre riusciti a muoversi più che bene.
La trama è più che banale e, a dire del recensore, pure abbastanza noiosa:
"[...] il protagonista è un maniaco che mette gli occhi su una famiglia composta interamente da donne e più precisamente da una madre e le sue due figlie, una delle quali minorenne. Quest’ultima è proprio la prima che prenderete di mira: fermo restando che la trama è risibile (oltre che poco comprensibile essendo interamente in giapponese, a meno che non usiate la patch traduttiva) e che ha inoltre una sua funzione ai fini dell’espansione del gameplay (in pratica una volta finito il gioco vengono attivate altre modalità poiché i personaggi oggetto del vostro interesse diventeranno delle schiave che faranno tutto quello che vorrete), le situazioni che vi si presenteranno con il primo personaggio saranno le medesime anche con i rimanenti. [...] S’inizia alla stazione ferroviaria, dove è possibile zoomare sulla ragazza e alzarle la gonna, si prosegue sul treno dove iniziano le molestie (che brutta parola, ma non possiamo fare a meno di usarla per la comprensione delle meccanica di gioco) e si finisce in uno scenario al chiuso o all’aperto dove si svolge la fase più hard di Rapelay.
Entrando nei particolari, la sequenza a bordo del treno è breve ma molto interattiva: si può toccare la ragazza quasi ovunque (zone “interessanti” comprese) e svolgere diverse azioni concatenate che prima o poi vengono interrotte dalla vittima. L’obbiettivo in questo livello è quello di eccitare e svestire il più possibile il personaggio, dopodichè si passa alla sequenza successiva. In quest’ultima fase avviene la violenza vera e propria, abbastanza impressionante per il realismo con cui avviene, gemiti e pianti della ragazza compresi; l’interazione non è molto alta ma ci sono diverse opzioni per far pronuciare diverse frasi al protagonista e per concludere in vario modo il rapporto sessuale. Conclusa la prima parte si accede alle altre due restanti che si svolgono in maniera del tutto identica. [...] Completato lo story mode, viene fornito un save date che permette di accedere all’H Mode, la modalità più interattiva di tutto il gioco. Qui potete fare tutto, ma proprio tutto, con le ragazze: potete decidere di fare sesso con uno, due o tutti i personaggi disponibili, sesso di gruppo con una donna e più uomini; scegliere lo scenario e le donne che vorrete. Una volta fatte le scelte che anticipano la modalità vera e propria, sarete liberi di comportarvi e di fare quello che vorrete. [...]
Altra interessante modalità è l’Edit, che consente di creare una sorta di filmato decidendo quali scene e situazioni includere, ma non essendo interattiva vi stuferà presto."

Gemiti e lacrime compresi.
UFF CHE NOIA. QUANTO SONO BANALI 'STI GIAPPONESI.

mercoledì 4 novembre 2009

Fortunatamente ce sta chi ce penza



" MARKETING “CREATIVO”
Devono averla pensata così alCs&D (Centro distribuzione e servizi) di Villacidro, Cagliari, cui fanno capo decine di supermercati in tutta la Sardegna, tra cui le catene dei marchi Despar e Sigma. È qui che è stato organizzato il concorso regionale partito il primo novembre e in vigore fino ad ottobre 2010. In palio 4 posti di lavoro al mese, per un anno: 48 in tutto.Come cassiere, commesso, magazziniere, addetto al banco gastronomia, o anche negli uffici interni del Cs&D, questo si valuterà poi, a seconda delle esigenze e delle opportunità. Il regolamento è semplice: si entra in uno dei supermercati di cui sopra, si fa una spesa per un minimo di 30 euro, si ha in cambio una cartolina da compilare e imbucare in un’apposita urna (con 60 euro di spesa cartoline e possibilità raddoppiano, con 90 triplicano, e così via), che ogni fine mese verrà aperta alla presenza di un notaio per estrarne i quattro vincitori. A loro (o a chi loro segnaleranno, unico vincolo è l’età, 32 anni al massimo) verrà stipulato un «contratto di inserimento», settore commercio, a tempo determinato per 12 mesi. Un primo passo verso il mitico posto fisso."

L'espressione 'contratto di inserimento' mi suona fessa. L'espressione 'mitico posto fisso' mi suona comica. L'espressione 'a tempo determinato' mi suona ovvia.
Tutto il resto mi suona assurdo e mortificante e mi offre anche lo spunto per due domande, anch'esse ovvie:
1) ma il Cs&D i soldi per assumere 4 persone ce li ha?
2) ma il Cs&D ha i 4 posti vacanti di cui sopra?
Mettiamo per assurdo che la risposta sia SI! per entrambe le domande. Va da sé che: il Cs&D ha i soldi e la possibilità di assumere 4 persone e non lo fa, anzi, ci monta su una lotteria da pagliacci, per pagliacci ma che, bedate bene: <Non costa nulla ed è utile>.
Per l'appunto.
"Utile"?
Vabè, utile lo sarebbe anche una normale assunzione. Non ci piove.
Il fatto poi che con 30 euro di spesa ti spetti un biglietto, con 60 euro due e con 90 euro tre, non fa di quei 30 euro l'effettivo prezzo di un biglietto. Solo un caso. Come solo grazie ad un caso puoi trovare una fatica oggi, senza farti prima zimbello di un amica del direttore generale di Cs&D nonchè vicedirettore di Sigma, Antonello Basciu.

martedì 3 novembre 2009

LA MIA SEMBRA ESSERE LA GENERAZIONE MANCATA, MANCANTE, MANCHEVOLE

E invece è solo una generazione qualunque, destinata a sopravvivere a forza di capate nei relativi muri:
"Il 15 ottobre il presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, parlando alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, ha spiegato che la riduzione occupazionale realtiva ai nuclei familiari, registrata nel secondo trimestre (556 mila), è dovuta soprattutto ai "figli" e ha interessato 404 mila persone. A confronto con loro, rischiano di sembrare pochi persino i 152 mila posti perduti dai genitori.
[...]
A giugno dell'anno scorso, tra quelli che hanno tra 25 e 34 anni, che in Italia sono ancora costretti ad essere "figli", l'8,7 per cento non aveva un impiego. Oggi sono il 10,1 per cento.
[...]
La maggioranza degli italiani, dice il Rapporto Italia 2009 di Eurispes, è convinto che le misure legislative adottate nell'ultimo decennio abbiano peggiorato le possibilità occupazionali dei giovani. Ora le imprese hanno ridotto drasticamente le nuove assunzioni indirizzate a loro. Hanno tagliato le collaborazioni e, quando li assumono, li impiegano con mansioni e condizioni economiche sempre meno gratificanti. Emarginati e relegati a ruoli eternamente precari anche nella ricerca universitaria, non sorprende che i laureati italiani - come confermano i recentissimi risultati dell'indagine europea realizzata da un istituto di ricerca di Berlino - siano purtroppo quelli che in tutta Europa credono meno alla possibilità di realizzare se stessi nel mondo del lavoro
" *

Io sono tra quelli che hanno tra i 25 e i 34 anni, che sono laureati e costretti ad essere "figli" perchè emarginati e rilegati a ruoli eternamente precari, con mansioni e condizioni economiche sempre più mortificanti (...altro che poco gratificanti!). Ne consegue la mia convinzione di non avere alcuna possibilità di realizzazione nel mondo del lavoro, a meno che ...
A meno che non mi si dia la possibilità di vivere dignitosamente pur lavorando solo per 10 ore la settimana, guadagnando 7.50centesimidieuro l'orde/l'ora. *-solo fino a Giugno, poi torno a ricamar bottoni. E m'è annata pure bene!-
A meno che non mi si assicuri che in caso di malattia e/o infortunio percepisca ugualmente uno stipendio.
A meno che non mi si dia uno stipendio di accompagnamento allo stipendio stesso.
A meno che non mi si conceda una casa nella quale non pagare le bollette non comporti conseguenza alcuna.
A meno che non mi si regali almeno l'illusione che tutto questo mi farà degna di ricevere, un lontano dì, l'agognata pensione.

Ma c'è ancora un altro aspetto da considerare, un aspetto che, guardando solo nel mio libro, la fa da ciliegina sulla torta:
il mio impiego si svolge in una scuola. In una scuola a Napoli. Napoli, la città più colpita da tutto, ma, ultimamente, la città più colpita dalla nuova influenza.
Capite? Napoli/scuola/nuova influenza?
Questo trinomio ha la strada già segnata: a Napoli, a causa del picco della nuova influenza, chiuderanno le scuole -Alcune sono già state chiuse. E che sia per una sola settimana o per un mese e più non fa differenza, il mio libro (paga) non m'appaga, ma langue e chiagne.
E' psicosi. E io mi sento tanto psicotica.

Questo video è stato rimosso da Facebook o non è visibile per motivi di privacy.

BERLUSCONI: AN ITALIAN PARANOIA
video munaciello
http://www.munaciell.blogspot.com/

domenica 1 novembre 2009

Vergine santa...scanza 'e figlie 'e mamma!



<<'O mare fa paura>>
Accussì dice 'a ggente
guardanno 'o mare calmo,
calmo cumme na tavula.
E dice 'o stesso pure
dint' 'e gghiurnate 'e vierno
quanno 'o mare
s'aiza,
e l'onne saglieno
primm' a palazz' 'e casa
e pò a muntagne.
Vergine santa...
scanza 'e figlie 'e mamma!

Certo,
pè chi se trova
cu nu mare ntempesta
e perde 'a vita,
fa pena.
E ssongo 'o primmo
a penzà 'ncapo a me:
"Che brutta morte ha fatto
'stu pover'ommo,
e che mumento triste c'ha passato".
Ma nun è muorto acciso.
È muorto a mmare.
'O mare nun accide.
'O mare è mmare,
e nun 'o sape ca te fa paura.

Io quanno 'o sento...
specialmente 'e notte
quanno vatte 'a scugliera
e caccia 'e mmane...
migliara 'e mane
e braccia
e ggamme
e spalle...
arraggiuso cumm'è
nun se ne mporta
ca c' 'e straccia 'a scugliera
e vveco ca s' 'e ttira
e se schiaffea
e caparbio,
mperruso,
cucciuto,
'e ccaccia n'ata vota
e s'aiuta c' 'a capa
'e spalle
'e bracce
ch' 'e piede
e cu 'e ddenoccie
e ride
e chiagne
pecché vulesse 'o spazio pè sfucà...

Io quanno 'o sento,
specialmente 'e notte,
cumme stevo dicenno,
nun è ca dico:
<<'O mare fa paura>>,
ma dico:
<<'O mare sta facenno 'o mare>>.


E.De Filippo
1968

sabato 31 ottobre 2009

UNA PAROLA E' TROPPA E DUE SONO INUTILI

DUE FATTI GIA' SUCCESSI E , IN QUANTO TALI, INUTILI DA COMMENTARE. NE SENTIREMO PARLARE ASSAJE, MA PROPRIO ASSAJE. RIVEDREMO IL VIDEO E LE IMMAGINI FINO A CONVINCERCI DI AVER PARTECIPATO FISICAMENTE AD ENTRAMBI I FATTI GIA' SUCCESSI, SENTENDOCI ORA IL KILLER, ORA IL DEFUNTO, ORA IL DEFUNTO, ORA I KILLER. INTANTO QUESTI FATTI GIA' SUCCESSI, IN QUANTO TALI, NON CAMBIERANNO DI UN MIGLNOLO, NON SCOMPARIRANNO NE' SI RISOLVERANNO IN ALTRO MODO PER FARCI PIU' PIACERE. OGNI PAROLA A LORO RIVOLTA TORNERA' A RIEMPIRCI LA BOCCA.




" 'E muorte ca moreno c'à morte, quelli si mettono in santa pace e danno pace pure a noi. Ma chille c’avevan’ ‘a campà ancora e che, invece, moreno per volontà di un loro simile, no. Quelli non se ne vanno… Restano. Restano con noi. Vicino a noi… Attorno a nuie! Restano dint’ 'e segge… dint’ 'e mobile…! ‘A notte sentite : ” Tà…“. È nu morto ca s’è mmiso dint’ ‘o lignamme ‘e nu mobile. ‘Na porta s’arape? L’ha aperta nu muorto. Sott’ ‘o cuscino…dint’ ‘e vestite…sott’ ‘a tavula… Chilli muorte là restano…nun se ne vanno. E strillano comme ponno strillà. Perciò nun putimmo durmì ‘a notte, don Pasquà. "

E.De Filippo "Le voci di dentro" - 1948

venerdì 30 ottobre 2009

Uno spiccato accento pugliese


DICEVAMO DI COME, DOVE E QUANTO ME LA SIA SPASSATA A LEGGERE LE PRIME 23 PAGINE DI GOMORRA. UN PARIAMIENTO SENZA PRECEDENTI CHE ANCORA SENTO BUSSARE DI NOTTE. ANCORA PIU' SPASSOSO, SE E' POSSIBILE, E' STATO VEDERE IL FILM. NON TANTO IL FILM IN SE' QUANTO I DI LUI CONTENUTI SPECIALI, DOVE ALCUNI DEGLI 'ATTORI' VENGONO RIPRESI DURANTE I MOMENTI DI PAUSA O DURANTE DISCUSSIONI SU COME GIRARE UNA SCENA E COME SCEGLIERLA. NORMALISSIMA ROBA DA SET, INSOMMA. SAPPIATE, ALLORA, CHE IL BACKSTAGE DURA SOLO 19 MINUTI, EPPURE IN QUEI 19 MINUTI DI BACKSTAGE PUO' SCATENARTISI DENTRO UN MAREMOTO, PERCHE' IN QUEI 19 MONITI DI BACKSTAGE PUOI FINALMENTE VEDERE LE FACCE-CHE, SI', SI VEDONO ANCHE NEL FILM MA CON UN DIVERSO ARDORE. QUELLE FACCE E QUELLO CHE QUESTE FACCE DICONO NON TI ARRIVA SUBITO, MA DOPO UN ATTIMO. E DOPO UN ATTIMO SEI FREGATA, SI' FREGATA. TI HANNO FREGATO UN'ALTRA VOLTA E PURE SE PROVI, ANCORA UNA VOLTA, A GIRARTI DALL'ALTRA PARTE TI ACCORGI CHE ORMAI E’ FATTA E QUEL CHE E' UDITO, E' UDITO.

'TI FACCIO VEDERE IO COME SI UCCIDE UN CRISTIANO', 'NUJE QUANN' MANNAMMO 'A CHIAMMA' 'E PERZONE SIMM' ACCUSSI': AGGRESIVI', 'JE SO' GUAPPO FORE E DINTO 'O CINEMA' ... DIALOGHI CHE SEMBRANO CONTINUARE IL FILM, CHE LO CONTINUANO, ANZI.
D'ALTRONDE, MI CECASSERO SE PROVO A NEGARLO, GOMORRA QUESTO E':UN FILM CHE CONTINUA E CHE, A VOLTE, RARAMENTE, SPORADICAMENTE E PER VIA DEL TUTTO CASUALE, TI RISERBA ANCHE QUALCHE LIETO FINE. 3 IN TUTTO SONO I LIETO FINE CONTATI FIN’ORA: QUELLO DELLA STORIA DI MATTEO VENOSA E MARCELLO D'ANGELO, DI SALVATORE FABBRICINO E DI BERNARDINO TERRACCIANO. TUTTI E TRE ARRESTATI. E’ BENE.
NIENTE DA AGGIUNGERE NE' DA DIVIDERE (Cit.)



MA VENIAMO PER UN ATTIMO ALLA VITA DI TUTTI I GIORNI:
CERCANDO NOTIZIE SU QUESTO VENOSA MI SONO IMBATTUTA IN UN ARTICOLO, A TRATTI BUFFO, PUBBLICATO SU REPUBBLICA DEL 5.GEN.2009. TALE ARTICOLO, RIFERENDOSI A VENOSA, RECITA: "CAPOZONA DALLO SPICCATO ACCENTO PUGLIESE NELLA PELLICOLA DI GARRONE". MA, DICO, MAH!
QUI SI CONFONDE IL DIALETTO CASERTANO CON QUELLO PUGLIESE! E VI SEMBRA NORMALE? MA NON CI SI DOCUMENTA -SE ANCORA CE NE FOSSE STATO BISOGNO- PRIMA DI BUTTAR GIU' RIGHE A CASO SU UNA SIMIL TESTATA, POI? E NESSUNO CHE SI SIA PRESO LA BRIGA DI ANDARE A CORREGGERE LE BOZZETTE?
TUTTO PER QUEL "JE VE TAGLIO 'A CHEPA", ECCO "CHEPA" HA FATTO CASCARE L'ASINO CHE SI CELAVA NEL GIORNALISTA. UNA 'A' CHIUSISSIMA CHE, NE SIAMO CERTISSIMI, NELLA MENTE DELL'AUTORE HA RICHIAMATO QUELLA BEN PIU' FAMOSISSIMA "MADONNA DELL'INCORONETA".

E SI TRASSE IL DADO.

IN CASA MIA, A VOLTE, NON MUORE NESSUNO


La ricerca, condotta con l'insegnante Bezzi Giuliana, è stata realizzata dai bambini e dalle bambine di 5°A e 5° B della scuola elementare di Paradiso A, Carrara.
Il titolo di questa pagina è stato ispirato dal libro di Marcello D'Orta, Mondadori Editore. Le domande rivolte ai bambini sono state tratte dal volume di Renzo Vianello e Maria Laura Marin "La comprensione della morte nel bambino", Giunti Editore, Firenze, 1985.


Secondo te che cosa vuol dire la parola morto?


° Vuol dire che una persona o un animale non può più compiere azioni col corpo sulla terra per mancanza di risorse vitali, per malattia, per omicidio o anche per vecchiaia.


° Mi fa pensare ad un defunto sdraiato sul pavimento.


° "Vita spenta" cioè quando la vita si spegne se ne va.


° Tristezza dispiacere è una parola molto brutta.


Cosa pensi che succeda quando qualcuno muore?


° Per un certo tempo può stare lì, con le persone più care anche se nessuno ti vede e dopo si va dentro la tomba in cui ti mettono le persone che conosci e cadi in un sonno profondo.


° Se ne va in paradiso e qualche lacrima scende ogni tanto.



I bambini possono morire?


° Sì, i bambini possono morire se succede qualcosa di grave, ma a volte no, perché secondo me ci sono gli angeli che li aiutano.


° Certo i bambini possono morire per una malattia, o per qualche cos'altro, ma certi possono anche vivere.


° Si, i bambini possono morire, perché in questo mondo è pieno di guerre e poi basterebbe anche un filo elettrico.



Tutti devono morire?


° No perché nel mondo non ci sarebbe più uno in vita.


° Si quasi tutti devono morire.


° Si tutti devono morire quando si è troppi.



Cosa fa uno quando è morto?


° Lo portano al cimitero e poi è morto. In casa mia, a volte, non muore nessuno.


° Non parla non vede, rimane solo dentro una tomba in un buco al cimitero.


° Quando le persone sono morte stanno con la loro anima in paradiso a guardare cosa succede ai propri cari.

mercoledì 28 ottobre 2009

"Erano i cinesi che non muoiono mai"

STAMANE MATTINA HO INZIATO A LEGGERE GOMORRA. SOLO OGGI. PRIMA PROPRIO NON HO POTUTO IN QUANTO CONVINTA CHE IL LIBRO, A DIFFERENZA DEL FILM, MI AVREBBE SPACIATO DEFINITIVAMENTE. E COSI' E' STATO. CERTO E' CHE CI SI E' MESSO ANCHE UN CASUALE E SFORTUITO EVENTO AD ALIMENTARE I MIEI MALESSERI FINO AD IMPEDIRMI DI LEGGERE OLTRE LA PAG.23 -E SIAMO SOLO AL PRIMO CAPITOLO.
BENE, QUESTO PRIMO CAPITOLO S'INTITOLA 'PORTO' E INDOVINATE DOVE MI TROVAVO IO A LEGGERE DEL PORTO? DAVANTI AL PORTO.
CONVERRETE CHE GIA' DA BRAVA NAPOLETANA NON HO ALCUNA DIFFICOLTA' A COMPRENDERE LA PESANTEZZA DI OGNI PAROLA FERMATA NERA SU BIANCO; CHE NON DEVO FARE ALCUNO SFORZO D'IMMAGINAZIONE CHE GIA' VEDO LE CASE, I GARAGE, I VOLTI E NE SENTO LE PUZZE; CHE POSSO GUARDARE TUTTO AD OCCHI CHIUSI PERCHE' CI SONO GIA' DENTRO. MA SAPERE E COMPRENDERE SONO DUE COSE DIVERSE, ED IO STAMATTINA HO COMPRESO COSE DA ME RISAPUTE: LEGGEVO E VEDEVO LE STOFFE - LE TOCCAVO QUASI- E I GIOCATTOLI, GLI OROLOGI, LE SCARPE E PERFINO I BULLONI. TUTTO ERA A DUE PASSI DA ME E PENSAVO: SE TACESSERO PER UN ATTIMO LE MACCHINE E QUEI CORNUTI DEI MOTORINI, POTREI UDIRE ADDIRITTURA IL CHIACCHIERICCIO QUASI SUSSURRATO DI QUESTI NEGROMANTI CHE ACCOLGONO E FANNO SPARIRE "TUTTO QUELLO CHE ESISTE" PER FARLO POI RIAPPARIRE QUALCHE DI' PIU' TARDI A MODENA COME A MONACO; OGNI FURGONCINO CHE MI SI AFFIANCAVA POTEVA ESSERE UNO DI QUELLI STREGATI... CHE ADEMPIE ALLA SUA MAGIA NELLA NORMALITA' DEL TRAFFICO MATTUTINO. ED IO LI, NEL BEL MEZZO. OGGI COME IERI, COME DA QUANDO SONO NATA A DOMANI. POI HO AUSCULTATO IL SILENZIO DI QUESTO POSTO, DI "QUEST'APPENDICE INFETTA" CHE MI TENEVA MENTE COSI' DA VICINO E MI SONO VOLTATA DALL'ALTRA PARTE, VERSO IL FRASTUONO, IL CHIASSO, IL TRAFFICO DELLE PAROLE URLATE, LO SCHIAMAZZO DEI PASSI VELOCI, SEMPRE VELOCI. QUESTO CHIASSO COPRE IL SILENZIO DEL PORTO BAUSAN. LA FRETTA NE COPRE I RUMORI, LI ANNEGA E LI NEGA; LE URLA MINACCIANO LE PAROLE.
TUTTO ACCADE SENZA ACCADERE, TUTTO "PRIMA CHE IL TEMPO INIZI".


martedì 27 ottobre 2009

"NO vuol dire NO e SI vuol dire ZOCCOLA"


"NO vuol dire NO e SI vuol dire ZOCCOLA", così titola da oggi il mio Blog e così il mio Facebook. Ne sono convinta e nessuno riuscirà mai a farmi sentire in errore.
A voler essere puntigliose il titolo dovrebbe essere lungo quanto la Divina ma, suntando, dovrebbe recitare almeno come segue: "NO vuol dire NO e allora poi ti stuprano e SI vuol dire ZOCCOLA dunque se poi ti stuprano nun ce sta cchiù 'nu cazz' 'a fa".
In entrambi i casi va contemplato lo stupro, è doveroso -almeno verso noi stesse- metterlo nel bilancio di famiglia onde evitarci sorpresine disgustose. Quello di Montalto è stato solo un 'pensare ad alta voce', dietro ci sono secoli di storia e storie che, se riassunti, andrebbero a coincidere precissimamente con il titolo del mio post, del mio Blog, del mio Facebook e con il mio nome e cognome.

GF10 ovvero così ti combatto l'omofobia, così tiro fuori il cattolico che è in te e la sciattezza che tanto ci è mancata

Ieri la prima puntata dell'inatteso GF10: 40 concorrenti, minacciano, per tanti e tanti mesi di casa. E come è nel modus operandi degli autori, anche quest'anno gli inquilini risultano riflettere alla perfezione questo nostro tristo paese: ci sono donne, uomini, bone, boni, brutte (leggasi ragazza normale), giovani, adulti, ricchi, poveri, orfani, maritate, cattolici, gay e trans. Direi che mancano solo un paio di anziani dall'ospizio, un latitante, un tossicodipedente riabilitato e il cugino della bella stronza. Peccato, però che il gay, il cattolico e la ragazza normale siano in nr° di 1 per categoria, a uso promemoria insomma -metre, come tutti ben sappiamo, di questi tipi qua ne puoi trovare anche 2/3 per condominio. Comunque: un unico gay , oca ed effervescente, messo lì a sfidare gli omofobi; un solo cattolico, messo lì a sottolineare che la fede può abitare anche un uomo bello e dannato; una ragazza normale, tanto normale da presentarsi 'in carne' e vestita alla 'come viene', messa lì a condannare il tacco, il trucco e il parrucco. Una sfida difficile, così si presenta questa nuova edizione del GF, una battaglia su più fronti dalla quale usciremo tutti e per l'n-sima volta sconfitti.