domenica 5 luglio 2009

(In)Felici si nasce, ed io modestamente..

L’umore può essere definito come una tonalità emotiva di fondo che nasce in maniera spontanea e permea diffusamente tutto l’essere, connotando l’attitudine posturale e motoria del soggetto e le modalità con cui esso si rapporta con la realtà. Anche l’umore, come tutto quello che emotivamente ci riguarda, non è esente da disturbi che possono assumere connotazioni diverse per variazioni in “difetto(Depressione) o in “eccesso(Mania). Disturbi depressivi e maniacali sono presenti nell’essere umano fin dalle prime fasi della crescita, ma mentre le manifestazioni maniacali esordiscono, nella maggioranza dei casi, nel periodo adolescenziale, quelle depressive possono essere rilevate già nel bambino, con una prevalenza variabile da 0.4% a 2.5% nell’infanzia e fra 0.4% e 8.3% in adolescenza.
Le numerose indagini fin’ora effettuate per definire indagare le cause del disturbo depressivo non hanno dato fin’ora risposte certe, solo ipotesi difficilmente inseribili in un modello interpretativo unitario.

Nel 1940 Melanie Klein ricondusse la depressione ad una normale fase di sviluppo: la posizione depressiva, fase in cui il bambino scopre l’ambivalenza dei sentimenti, amore ed odio, che può provare verso uno stesso oggetto. La Klein sottolineò, inoltre, l’importanza delle esperienze precoci, che, quando particolarmente frustranti, comporterebbero la comparsa di vissuti depressivi.

Diversa è la posizione dei cognitivisti secondo i quali l’essenza del disturbo è rappresentata dai disturbi del pensiero: la percezione negativa che il soggetto ha di se stesso incide negativamente sulla qualità delle relazioni che egli stabilisce con le persone del suo ambiente significativo (famiglia, scuola, gruppo dei pari).
Si ipotizza, inoltre, una certa familiarità di alcuni bambini con il disturbo depressivo: i figli di un genitore depresso ha una probabilità tre volte superiore di cedere alla depressione. Ovviamente, tale probabilità aumenta considerevolmente quando entrambi i genitori sono depressi. Inoltre, studi approfonditi sull’ambiente familiare di pazienti-bambini depressi, hanno rilevato una maggiore frequenza di conflitti intrafamiliari, situazioni di abuso, scarsa comunicazione.
Indipendentemente dall’età di esordio, il disturbo depressivo non accompagna il soggetto vita natural durante, bensì possono ricorrere episodi in alcune fasi dello sviluppo, che variano di soggetto in soggetto.

Da recentissimi studi condotti negli Stati Uniti arrivano novità interessanti circa l’approssimarsi di questi stadi: secondo la rivista di sociologia Social Science e Medicine, il benessere psichico ha un picco positivo in giovane età, poi cala fino a un minimo intorno a quota 40, per poi reimpennarsi in età avanzata. Effetto opposto per la depressione, che avrebbe il suo picco massimo proprio intorno ai 40-44 anni.
In altre parole, felicità seguirebbe una linea ad U.
C’è però ancora una speranza per i quarantenni e futuri tali che ci arriva dritta dritta dall’università di Edimburgo e che ribalta completamente la tesi americana.

Un gruppo di psicologi dell’università, in collaborazione con i ricercatori dell’australiano Queensland Institute for Medical Research, ha condotto uno studio su 900 coppie di gemelli, omozigoti ed eterozigoti. Le coppie sono state scelte in base a precise caratteristiche caratteriali: coscienziosità, socievolezza e tendenza alla preoccupazione, caratteristiche queste che andrebbero ad incidere sulla curve della soddisfazione. Gli studi hanno dimostrato che la felicità dipende anche dal nostro corredo cromosomico; un mix di geni aiuterebbe, chi ce l’ha, ad approcciarsi positivamente alla vita. Dunque la questione si riduce ancora una volta solo ad una questione di fortuna, il caso, questo sconosciuto che a tutto provvede.

Dal 1940 ad oggi si sono approssimate teorie molto diverse tra loro, accomunate tutte da un unico aspetto: l’ ineluttabilità di certi stati d’animo. Qualunque sia lo studio cui si voglia dar credito, per fede o per comodità, resta il fatto che noi siamo ciò che dobbiamo essere, per natura o per progetto, condannati a noi stessi perché il nostro corredino è tutto già bello che scritto. Insomma i geni so’ geni e noi non siamo un cazzo!
Cosa farcene allora degli eminenti dottori della psiche che ci psicosiedono su morbidissime poltrone e ci chiedono e ci scrutano e ci fanno ricordare per poi, finalmente, dimenticare? Ed i beneamati farmaci che cancellano o meglio rimandano il dolore, dove dobbiamo metterceli?
E con che faccia guardare al nostro futuro? E in cotanto grigiume già corredato, dove collocare i fattori esterni: gli improvvisi lutti, gli incidenti di percorso, e’uaie?



mercoledì 1 luglio 2009

Qualcuno non sta facendo il suo dovere



In data odierna è stata inviata al Presidente Napolitano e ai presidenti di Camera e Senato la lettera sottostante unitamente al comunicato che alleghiamo.


UDI - Unione Donne in Italia - Sede nazionale

Al Presidente della Repubblica Italiana
On. Sen. Giorgio Napolitano
Al Presidente della Camera
On. Gianfranco Fini
Al Presidente del Senato
Sen. Renato Schifani

01/07/09
Oggetto: comunicato Unione Donne in Italia

Illustrissimi Presidenti,trasmettiamo alle S. V. l’allegato comunicato della nostra associazione, perché da questo vogliate prendere atto della nostra istanza rivolta alla politica Italiana di mettere fine alla presunta legittimità dell’uso di un lessico in sé lesivo dei nostri e dei diritti di tutte cittadine in Italia.La nostra richiesta di pubbliche risoluzioni in merito ha particolare rilevanza di fronte all’immutato perdurare delle modalità e dei crimini violenti rivolti dagli uomini alle donne in questo Paese, Paese nel quale siamo parte paridignitaria con l’altro genere, quello maschile.Non va più argomentato che atteggiamenti assunti e parole pronunciate da posizioni di potere hanno forte impatto mediatico sui cittadini, costituendo una forma di giustificazione preventiva per atti irrispettosi e lesivi verso le donne.Le cittadine stabilitesi nel resto dell’Europa ci danno continua comunicazione del disagio tardivo per non aver avvertito in Patria il clima di minorità e discredito al quale moltissime donne sono costrette ad adattarsi, se non abituarsi. Incolpevolmente, a causa della presunta normalità di tale intollerabile clima.
A Voi, massime cariche dello Stato, attribuiamo la responsabilità di indurre e richiamare alla correttezza dovuta a noi come a tutti i cittadini.
Stefania Cantatore (Coordinamento Nazionale UDI)

UDI - Unione Donne in Italia,
Sede nazionale Archivio centrale
via dell’Arco di Parma 15,
00186 Roma tel 06 6865884
udinazionale@gmail.com www.udinazionale.org


Comunicato Napoli 27 luglio 2009

Qualcuno non sta facendo il suo dovere


Il fatto che la politica abbia il pressoché totale controllo dell’informazione genera sicuramente ingiustizia, in particolare nei confronti delle donne, che inoltre sono tenute prepotentemente fuori dai luoghi dove si decide. Ingiustizia il cui superamento è una precisa responsabilità pubblica verso le donne.
È di questa responsabilità che la politica non si fa e non vuole farsi carico.
Per molti motivi, tra i quali uno indigna di più ed è quello che è al contempo il fine di questa mancata responsabilizzazione: continuare ad arrogarsi la libertà di descrivere nel modo peggiore le donne, senza possibilità di appelli, perché proprio alle donne è tolta la parola.

Noi crediamo che qualcuno, che ha il potere di farlo, non stia facendo il necessario per rimediare alla lesione dei diritti delle cittadine.

C’è un linguaggio infamante che viene usato nella lotta politica tra uomini ed è rivolto prevalentemente ai comportamenti femminili . Si descrivono gli uomini per come “usano le donne”. Prestigio e infamie sono misurati sulla possibilità di sciupare e ricattare le donne.
Sappiamo che è sempre la stessa storia, ma dal momento che abbiamo deciso di restituire la naturale dimensione politica al contrasto delle violenze sessuate, sappiamo che dobbiamo richiamare alla pubblica responsabilità le conseguenze della “sincera” esposizione dei vizi esaltati come prestigio virile.
Mentre si distoglie la pubblica attenzione dalla realtà, le donne uccise, per mano di uomini e perché donne, continuano ad incasellarsi in statistiche sempre uguali, benché frutto di sottovalutazioni.
Mentre si marginalizzando le violenze domestiche, si presentano come “affari privati” le relazioni violente con donne e lo sfruttamento attraverso il falso ideologico costituito dalle migliaia di promesse per poche decine di posti “assegnabili” con denaro pubblico o sottratto a lavoratrici in perenne rischio di disoccupazione.
La rivendicazione continua della privacy dell’agire personale è solo maschile. Le donne non hanno privato, perché ancora le leggi e gli usi decidono cosa una donna debba fare della propria vita, a partire dalla Costituzione, che assegna per gerarchia precisa “il lavoro di cura” alle donne.
Lo scambio di favori tra uomini che usano come merce le donne, non è nuovo in nessun paese, e non è nuovo nel nostro. E non nuovo tra i politici!
Consapevoli di tutto questo,da tempo, noi abbiamo posto di fronte alla politica il diritto nostro e di tutte a rimanere vive, a non essere violentate e vilipese, a salvaguardare i nostri figli dalle molestie, a farci restituire la nostra autorevolezza sul governo delle cose: è per questo che il linguaggio del potere è divenuto più apertamente violento e perfido verso tutte le donne.

Noi crediamo che qualcuno non stia facendo il suo dovere per liberarci dall’incitamento pubblico allo sfruttamento sessuale e alla violenza.
Stefania Cantatore(Coordinamento Nazionale)


giovedì 25 giugno 2009

Berlusconi's dream

lunedì 22 giugno 2009

Inchinatevi alla grandezza di Zio



Get a Voki now!



MI SENTO FREGATA


domenica 21 giugno 2009

*I ricordi belli sono i peggiori,chè ti fanno dire‘era meglio prima’,una frase che non bisogna dire mai!Tutto sommato i migliori sono i ricordi brutti

'Apoteosi de la cacca'

Vorrei scrivere così: c’ho il blocco dello scrittore. Ma non sono uno scrittore, io. Allora diciamo che c’ho il blocco del postatore. Ma un semplice video non è un post anch’esso? Il blocco di cui qui si tenta di parlare trovasi molto più giù. Trattasi infatti di una specie di mutismo interiore che blocca il sentimento appena questo tenta di farsi parola -scritta o parlata che sia. Dicovi questo perché altro dirvi non posso, non so. C’è disordine dentro e fuori di me, e anche lì, a metà strada, non è che ci si capisca poi tanto. E anche la pioggia, i tuoni, i fulmini e la pioggia non aiutano. Però illudono. L’ illusione di cui dico è precisamente questa: che si abbia la pioggia affinché lavi, i tuoni affinché distruggano, i fulmini affinché facciano luce e la pioggia affinché lavi. Poi però si fa sereno e non c’è pulizia né distruzione né luce. Tutto come fosse stato oggi.


*da 'La famiglia' di Ettore Scola

mercoledì 17 giugno 2009

Chi parte sa da che cosa fugge ma non sa che cosa cerca - figuriamoci se sa che cosa trova

Brividi di odio e sgomento. Ghiaccio nello stomaco nel vedere un uomo che muore tra una folla di gente che pian piano s'allontana e se ne va. Il musicante muore e la moglie fa ritorno alla 'sua Napoli'. Quella dalla quale era partita, fuggita, in cerca di non si sa bene cosa -dal momento che l'era venuta a cercare proprio qui, nella 'mia Napoli'. Quella che se le parli non ti risponde, non dolcemente. Quella che dorme e si trastulla sul dolore di quanti la chiamano e l'attendono.
E anche in questo caso la risposta della 'mia Napoli' ai sogni della giovane non è stata dolce:
qua non c'è più mare che tenga,
nè sole che splenda,
nè mandolino che accenda,
in un cuore qualunque,
il sibillìo di una musica antica ...
quella che in certi dì ti prendeva,
t' sturdeva
e ti faceva innamorare di Lei.
Solo fumo e polvere.
E schioppetate.
E una fisarmonica bucata, acqua passata.

Bbonasera, favurit e bbon'appetito!

Radicali: caso Welby, prime condanne per diffamazione nei confronti di Belpietro e Stefano Lorenzetto (Il Giornale) e Militia Christi. La sen. Binetti

Dichiarazione di Maurizio Turco, deputato radicale del PD e Marco Cappato, Segretario dell’Associazione Coscioni.
Iniziano a giungere le prime condanne per diffamazione sul caso Welby, che, come il caso Englaro, ha visto scendere in campo una portentosa opera di disinformazione e manipolazione della verità a danno, anzitutto, dei cittadini che vengono ritenuti ‘popolo bue’ al quale dare a credere qualsiasi ciarpame pur di evitare che si formi una coscienza collettiva, basata sulla conoscenza, su temi quali il fine vita.
E così l’opera volta a ristabilire la verità ed a restituire l’onore e la reputazione ai diffamati deve giungere attraverso i Tribunali Italiani. E’ recente, difatti, la condanna per il reato di diffamazione inflitta in sede penale, in primo grado, dal Tribunale di Desio, Sezione distaccata del Tribunale di Monza, a Maurizio Belpietro, 800,00 Euro di multa – all’epoca direttore de Il Giornale – ed al giornalista Stefano Lorenzetto, 1.200,00 Euro di Multa. Diffamato il dott. Mario Riccio, difeso dall’avv. Giuseppe Rossodivita, al quale il Tribunale ha riconosciuto tra risarcimento e riparazione pecuniaria la somma di 53.000,00 Euro, oltre la riparazione specifica della pubblicazione della sentenza su Il Giornale.
L’articolo, pubblicato in prima pagina il 23.12.2006, titolava in riferimento a Piergiorgio Welby “Nessun rispetto nemmeno per la sua volontà” ed ‘illuminava’ i lettori su come “il dr. Mario Riccio, il medico venuto da Cremona”, che ha adottato il metodo “dei boia aguzzini che eseguono le sentenze capitali negli USA”, se ne fosse “fregato della volontà di Welby.” Ricorda il Tribunale che la critica per essere socialmente utile e dunque legittima, anche quando lesiva della reputazione di terzi, deve avere come presupposto dei fatti veri; in caso contrario è un mero pretesto per diffamare. Ed è di oggi, ancora, la sentenza del Tribunale Civile di Roma, resa in primo grado, con la quale il Movimento Politico Cattolico Militia Christi, è stato condannato con sentenza immediatamente esecutiva a risarcire la somma totale di 60.000 Euro, pari a 20.000,00 Euro ciascuno, a favore dell’Associazione per la Libertà della ricerca scientifica Luca Coscioni, dell’Associazione La Rosa nel Pugno e del dr. Mario Riccio, tutti difesi dall’Avv. Giuseppe Rossodivita.

martedì 16 giugno 2009

Totò, musica e poesia

sabato 13 giugno 2009

I giornali hanno il dovere di informare
I cittadini hanno il diritto di sapere
Firma l'appello di Repubblica

I giornali hanno il dovere di informare perché i cittadini hanno il diritto di conoscere e di sapere. La nuova legge sulle intercettazioni telefoniche è incostituzionale, limita fortemente le indagini, vanifica il lavoro di polizia e magistrati, riduce la libertà di stampa e la possibilità di informare i cittadini. Per questo va fermata.



Ecco cosa dice l'emendamento al ddl / FIRMA

mercoledì 10 giugno 2009

La fininvest è nata da Cosanostra, Silvio riciclava soldi dalla mafia, Berlusconi è ineleggibile, Un biscione di miliardi in Svizzera ...

DAL BLOG DI ALAIN DE CAROLIS: leggere, inorridire, diffondere

La Fininvest è nata da Cosa Nostra - Matteo Mauri - 27 Ottobre 1998

Parla meneghino ma è di Palermo - 22 Luglio 1998

Silvio riciclava i Soldi della Mafia - 7 Luglio 1998

C’è una legge inapplicata: Berlusconi è ineleggibile - Davide Caparini - 25 Novembre 1999

Imprenditore o politico è il momento della scelta - Chiara Garofano - 8 Novembre 1998

Fu Craxi a spingere Berlusconi in politica - 5 Maggio 1998

Un biscione di miliardi in Svizzera - Emilio Parodi - 3 Novembre 1998

Le sedici cassaforti occulte - Max Parisi - 29 Settembre 1998

Soldi sporchi nei forzieri del Berlusca - 2 Luglio 1998

Così il biscione di mise la coppola - 10 Luglio 1998

Le gesta di Lucky Berlusca - Max Parisi - 30 Agosto 1998

[aggiornato il 6 Luglio] Berlusconi Mafioso? 11 domande al cavaliere per negarlo. - Max Parisi - 8 Luglio 1998

mercoledì 3 giugno 2009

Le donne italiane da che parte stanno?

"Di queste donne che assurgono agli onori dei media se sono compiacenti verso i potenti e asservite a un modello mercificato e lesivo dell'identità femminile". L'Italia e le donne italiane sono molto altro. Comincia così l'appello "Per una Repubblica che rispetti le donne" delle donne insignite delle alte onorificenze repubblicane nel giorno della festa del 2 giugno. Sono la poetessa Spaziani (Cavaliere di Gran Croce); Maria Bianca Bosco Tedeschini Lalli, prima donna rettore d'Italia e fondatrice dell'università Roma 3, Grande ufficiale della Repubblica come Silvia Costa, una vita in politica e nelle istituzioni e ora candidata del Pd a Strasburgo; la giornalista e scritttrice Elena Doni. E poi, i commendatori della Repubblica suor Eugenia Bonetti, missionaria; Linda Laura Sabbadini; Rosa Valentino, presidente dell'associazione delle donne giuriste; Paola Spada; Gigliola Zecchi; Anna Maria Comito; e l'ufficiale della Repubblica, Susanna Diku, ginecologa, che nel 2000 fu la prima donna straniera a cui Carlo Azeglio Ciampi assegnò l'alta onorificenza; la capoverdiana Maria Josè Mendez Evola, che per anni in Italia ha lavorato come collaboratrice domestica, oggi è sociologa, ricercatrice. ...

lunedì 1 giugno 2009

Eduardo de Crescenzo



sabato 16 maggio 2009

CANTATA DEI GIORNI ANDA(n)TI

Se mi si chiedesse di far solitudine

lunedì 27 aprile 2009

(fu) THE NIGHTINGALE


VIDEO RIMOSSO DA

FACEBOOK

E DA

YOUTUBE.

MA VAFAFOTT!

domenica 26 aprile 2009

Gli esami non finiscono mai -II Atto

lunedì 20 aprile 2009

Suspiranno (1908)