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A CUOPPO CUPO POCO PEPE CAPE ...e... POCO PEPE CAPE A CUOPPO CUPO

martedì 20 luglio 2010

Candid camera - esperimento (psico)sociale

FONTE

venerdì 9 luglio 2010

libero.it, quando il bavaglio ha un senso

NB: non linko nessuno degli articoli che seguono, me possino cecamme
Quotidianamente visito il sito libero.it per controllare la posta e, quotidianamente, prendo atto che il sito è una fonte inesauribile di risposte a domande mai poste. Mai poste coscientemente … perché, si sa, l’inconscio vive di vita propria.
Oggi ad esempio molte mie non curiosità sono state soddisfatte: qual è la gieffina più bella? Quanto costa la bellezza? Esiste il comfort per tutte le tasche? Che ha deciso Marika Fruscio, si spoglia o no?
Queste alcune delle news in homepage. Clicco e leggo tutti i culi nudi disponibili, prima di addentrarmi nella sezione ‘Donna’.
Consciamente so che non troverocci nemmanco una riga che parli di donne, ma l’inconscio, si sa, …
Così mi si presenta la home:
1) Sesso e figuracce: il bon-ton a letto
2) Tutti i trucchi per imparare a vestirsi bene – cioè per imparare a sembrare più magre
3) Segreti molto intimi:
tutto sulla vagina, dal ph alla clamidia, dal punto G alle misure (interne)
4) Tutta liscia anche lì. Depilazione totale
e infine, se proprio non si è riuscite a mettere in pratica quanto contenuto negli articoli propostiti:
5) Un aiuto per divorziare
Ma non è tutto. L’essere donna, infatti, non è mica solo corpo. No. Infatti l’essere donna comprende mille e mille sfaccettature chee il sito di libero cerca, generosamente, di evidenziare tutte.
Passiamo alla sezione ‘UnoDueTrend’:
1) Una taglia in meno subito
2) Costume nuovo?
3) Mascherare i difettucci
4) Indossi il reggiseno giusto? –non dirmi di noooo!-
5) Cerchi un chirurgo plastico?
Ma non è tutto. L’essere donna, infatti, non è mica solo corpo. No. Infatti l’essere donna comprende mille e mille sfaccettature che il sito di libero cerca, generosamente, di evidenziare tutte.
Passiamo alla sezione ‘Lifestyle’:
1)caro, sono meglio io: sì, le donne sono più attraenti, più longeve, più sane, più studiose, più resistenti, più comunicative, più brave a tenersi il posto, più equilibrate nel mangiare, più organizzate degli uomini! - Tiè!
2) mobbing, riconoscerlo e neutralizzarlo si può –come? Leggendo il libro di Luca Stanchieri!
3)trentenni diffidenti in cerca d’amore, crecano il principe azzurro ma trovano solo bastardi
4)incastrare un playboy, tutte le dritte ;)
5) donne, attente a quel rospo: come capire se lui è davvero il principe azzurro.
Ma non è tutto. L’essere donna, infatti, non limita la sua esistenza all’estenuante ricerca dell’omo. No. Infatti l’essere donna comprende mille e mille sfaccettature che il sito di libero cerca, generosamente, di evidenziare tutte.
Veniamo alla sezione ‘Un post a tavola’:
1) Dolci senza zucchero
2) Frutta da bere, è tempo di depurarsi
3)Tanto gusto in poche calorie
4)Dieta pancia piatta
5) il menù del tifoso: come sfamare amici e parenti senza farsi macchiare il divano

Ma non è tutto. L’essere donna, infatti, non è solo casa e corpo. No. Infatti l’essere donna comprende mille e mille sfaccettature che il sito di libero cerca, generosamente, di evidenziare tutte.
Veniamo alla sezione ‘Sotto le lenzula’:
1)Gli uomini preferiscono le straniere
2) Da imbranato a grande amante: come dare una mano al tuo lui che a letto non ci sa fare
3) Gay ma sposato
4) Mi si è ristretto il pene
5)Viagra generation

Ma non è tutto. L’essere donna, infatti, non sparisce nel nulla quando si parla di sesso, no. L’essere donna, infatti, non annulla la sua sessualità in quella dell’altro, no. L’essere donna, infatti, ritorna miracolosamente in prima linea quando si passa alla sezione ‘CasaNova’:
1)Pulizie ecologiche, pulisci col bicarbonato di sodio
2) Sos colf: la tua casa passerebbe il test di pulizia?
3) I microbi nella doccia???!??
4)Quando pulire è chic: scope e palette belle
5) Seduta con classe: le nuove sedie da ammirare


Ed è tutto.

giovedì 8 luglio 2010

"Un corpo in vedita": già tagliate due puntate.


"Un corpo in vedita". La Rai taglia due puntate delle serie sulla violenza contro le donne: una sulla pedofilia, l'altra sulla tratta delle donne nigeriane. Mazza le ha ritenute non adatte al pubblico.
Difatti prostituzione, violenza in famiglia e stalking web, dicono che son' solo canzonette.

mercoledì 7 luglio 2010

LA VERA EMERGENZA RIFIUTI IN CAMPANIA LA PIÙ GRANDE CATASTROFE AMBIENTALE A "PARTECIPAZIONE PUBBLICA"

Molti non immaginano l'entità del problema, i danni che stiamo subendo e le gravi conseguenze per la salute.
Allertiamo le Istituzioni e informiamo tutti. Documenta anche tu, invia video e foto.

La pratica criminale di ...smaltire i rifiuti speciali bruciandoli, va avanti da molti, troppi anni.
Lo abbiamo documentato tutti i giorni, con foto e video, denunciando questo scempio a ogni organo "in-"competente. Da quando abbiamo cominciato, sono trascorsi quasi tre anni. Tuttavia, senza che nulla sia cambiato realmente!

Oggi inizia un’altra stagione di roghi, fumi tossici e chissà quanti altri veleni. Si continua, come se nulla fosse. Sempre negli stessi luoghi.
Spesso sentiamo parlare di cancro, ma a cosa serve curare i tumori o donare soldi alla ricerca, se nessuno si occupa concretamente della nostra prevenzione?
Basta, ci stanno avvelenando !!

http://www.laterradeifuochi.it/

lunedì 28 giugno 2010

DALL'AQUILA: Loro non scrivono voi fate girare

Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky. Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009.

Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la mia casa e non vi ho più fatto ritorno. Causa terremoto.

Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata.
Ammutolisce. Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi di dovere.

Poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto. Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio.

E mi sale il groppo alla gola. Le dico che abitavo proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi. Ed io lo faccio.

Le racconto del centro militarizzato. Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio. Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati. Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire. Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire. E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere. Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo. Le racconto che pagheremo l'i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte. E ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti. Anche per chi non ha più nulla.

Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta. Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile. Che lo stato non versa ai cittadini senza casa, che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto. Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo.

Che io pago ,in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un'appartamento in via Giulia, a Roma. La sento respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso. Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz'anima. Senza neanche un giornalaio o un bar. Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla
loro terra. Lontani chilometri e chilometri. Le racconto dei professionisti che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo. Le racconto di una città che muore.

E lei mi risponde, con la voce che le trema. " Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi. Dovete dirglielo. Chiamate la stampa. Devono scriverlo."

Loro non scrivono voi fate girare
di:
Marzia- Marni Mazzavillani

venerdì 25 giugno 2010

QUESTO UOMO NO.


Contro lo stupido, ipocrita, diseducativo, violento machismo dilagante, segnalo qui ogni scritto, immagine, rappresentazione, disegno, spot, che racconta un tipo di uomo che non mi piace.
A insindacabile giudizio di un "normale" uomo etero quale io sono: Lorenzo Gasparrini.

giovedì 24 giugno 2010

‘Pe’ ‘n’ora ‘e bbene e tante d’amarezza … ’: Italia-Slovacchia, postcronaca civica


Ponticelli, 24 giugno 2010 ore 15.46
Tra un po’ si spegnerà ogni voce, solo qualche trumbettella beneaugurante … poi nulla più.
Metteranno a coricare i motorini, i nennilli dalle facce scure. Le ultime donne, sempre frettolose e mai stanche, abbandoneranno il campo – una la vedo, raccolta in preghiera- e per un’ora e più potranno non essere. Solo le più giovani osano i bar.
Gli uomini assalteranno ora i caffè, ora i divani, e per un’ora e più saranno, finalmente, sicuri di essere.

S’ode l’Inno.

Intorno solo un cane, un branco.
Un patetico con le scarpe rotte.
Un ubriaco che non sa più.

Chi solo un’ora fa gridava: “e ‘nce ne costa lacreme ‘sta vita, preoccupazioni, sogni e notti insonni” mo che fa?
Stringe al petto i sospiri di un amico, e nell’attesa sobbalza. E ogni sobbalzo è uno squillo di tromba e ogni squillo mille schiocchi di baci e un caffè.
Ma c’è calcio di punizione” … fragore di sedie e tutti in piedi.
All’insaputa s’alza un venticello fresco e con lui vortici di cartacce e mozziconi. Nessuno sgama. Perché, finalmente, nessuno più sa.
Nell’indifferenza generale mi muovo anch’io. Verso casa prima della fine. Inghiottita dall’attesa non sobbalzo … e ancora so.

mercoledì 23 giugno 2010

Massimo Fini: un guaio senza soluzioni

C’è un tal Massimo Fini - un giornalista, scrittore, drammaturgo e attore italiano, fa sapere Wikipedia - che da un po’ di mesi a questa parte ha iniziato una sua personalissima campagna anti-femminile o femminista -ancora non è chiaro-. Il mezzo del quale il giornalista si serve per dar voce ai suoi pensieri più biechi è L’AnteFatto, il blog de Il fatto quotidiano.

Il 19 giugno 2010 L’AnteFatto pubblica un articolo da titolo ‘Due al prezzo di uno’, firmato Massimo Fini. L’articolo sembra voler tentare una rapida e superficiale analisi delle conseguenze che l’emancipazione femminile e il femminismo avrebbe portato all’attuale menage familiare.

Se ne deduce che sia la donna stessa la principale vittima di questa rivoluzione sociale: ‘La donna è vittima di un’ulteriore fregatura. –scrive Fini- Perché deve fare un doppio lavoro, quello d’ufficio e quello di casa. Perché l’accudimento dei figli, nei primi mesi e anni, tocca pur sempre a lei, se li ha (l’Italia ha il più basso tasso di natalità al mondo). Così detta la Natura.’

Ma oltre a risentire di questo doppio carico di responsabilità, la donna dove anche faticare il doppio per trovare un uomo che se le sposi –o anche che se la scopi: ‘Conosco molte trentenni, spesso belle, colte, eleganti (fini no, la ragazza "fine" è scomparsa dall’Occidente) che fan una fatica boia a trovare un partner. Non per una scopata (anche per quella, gli uomini, di fronte all’aggressività femminile, stan diventando tutti finocchi), ma un uomo che dia loro la sicurezza e il senso di protezione di cui hanno bisogno.

lunedì 21 giugno 2010

Avviso Pub(bl)ico

Buone nuove per tutte le fanciulle prossime al matrimonio, nullatenenti, di età non superiore ai 30 e residenti nel Comune di Torre del Greco (NA).
Il Comune, infatti, ha deciso di “intervenire in favore di fanciulle bisognose residenti in questo Comune con la concessione di un premio maritaggio”. Concorrere al premio è facile, basta presentare istanza di ammissione al beneficio dal 07/06/2010 al 06/07/2010 corredandola della seguente documentazione.

1. Domanda in carta semplice
2. Attestazione ISEE
3. Attestato delle avvenute pubblicazioni rilasciate dall’Uff. Matrimonio
4. Certificato di buona condotta morale e civile dello sposo e della sposa
rilasciata dalla chiesa
5. Scambio di promessa di matrimonio rilasciata dalla chiesa
6. Atto notorio della sposa
7. Certificato di disoccupazione di tutti i componenti familiari
8. CERTIFICATO DI AVVENUTO MATRIMONIO
RILASCIATO DALLA CHIESA

Sorvoliamo sul certificato di buona condotta di cui nessuno può farsi artefice se non noi stessi, ma a me questo bando mi puzza: notate il maiuscolo-sottolineato (perchè non anche il grassetto!?!) di cui al punto 8? Notate quante volte ricorre la parola chiesa? Notate che nel bando non si chiarisce che le aspiranti debbano essere cristiane/cattoliche? Convenite, dunque, che il bando discrimina per sesso, per età, per condotta e per Credo?

venerdì 4 giugno 2010

SKA-P- "Enséñale tus dientes mujer"



Toda la vida aguantando un infierno conyugal
Su boca huele a ginebra y su cuerpo huele mal
Sigues pasando los días evadiendo la realidad
El miedo brilla en tus ojos, hoy te ha vuelto a golpear

No merece la pena, mujer, tu pasividad
No merece la pena, mujer, debes de actuar
No merece la pena, mujer, tu pasividad
No merece la pena, mujer, ármate

VIOLENCIA MACHISTA VIOLENCIA FASCISTA...[X2]

Como cada día, una nueva vejación
Como cada noche, una nueva violación
Palabras de amenaza que se pueden consumar
El miedo te enmudece, ya no puedes aguantarlo más
No, ni una más, no te dejes humillar
Abandónale, que se pudra en soledad.
Ven, sal de ahí, date una oportunidad
Rompe de una vez las cadenas, vuelve a la libertad

VIOLENCIA MACHISTA VIOLENCIA FASCISTA...[X2]

Fuiste a denunciarlo y aquí no ha pasado "na"
Nadie mueve un dedo en esta puta sociedad
Llorando te preguntas hasta cuándo va a durar
Conoces a ese cerdo y sabes que pronto se vengará
No, ni una más, no te dejes humillar
Abandónale, que se pudra en soledad.
Ven, sal de ahí, date una oportunidad
Rompe de una vez las cadenas, vuelve a la libertad

Al día siguiente la audiencia subió en todos los reality shows
Víctima de una terrible agresión su larga agonía acabó
Mientras la ley no te quiera escuchar y siga dormido ese juez
Mientras el mundo no quiera cambiar, autodefensa mujer, autofefensa mujer

DEFIÉNDETE, DEFIÉNDETE... [X2]

Si estás en la misma situación DEFIÉNDETE
Si ya no queda otra solución DEFIÉNDETE
Si alguien te trata de imponer DEFIÉNDETE
Enséñale tus dientes mujer.


Vedi anche:
"Ad un Male manifesto si può finalmente contrapporre un Bene indiscutibile, pena la messa al rogo"


Gallo vecchio fa buon brodo

Giugno 2009, fuorionda di Berlusconi a Bruxelles: "Lo sai che mi piacciono le minorenni".
Maggio 2010,
emendamento Pdl-Lega al ddl intercettazioni: "Niente arresto se la violenza sessuale verso i minori sia di 'minore entità'"

Per la depressione post partum niente ricovero coatto, meglio l'elettroshok!


CASSANO: «Sono contrario all’uso di cure coatte per la depressione post partum. Non c’è bisogno di arrivare a queste forme di intervento. Le donne accettano il ricovero se si spiega loro cosa rischiano.

giovedì 3 giugno 2010

SOSTIENIMI COSÌ, A SCATOLA CHIUSA

«Nessuna donna dovrà più abortire in Lombardia a causa delle difficoltà economiche»: così Roberto Formigoni, governatore della regione Lombardia, che ha pensato di erogare un bonus di 4.500 euro -250 euro mensili per 18 mesi- ad ogni donna che deciderà di non abortire pur vertendo in condizioni economiche svantaggiose. «Lo sforzo della Giunta – sottolinea Giulio Boscagli, assessore regionale alla famiglia- è tanto più significativo in quanto cade in un momento in cui la forte instabilità economica e sociale si può ripercuotere, più che in altri periodi, sulla scelta di molte donne di procrastinare o interrompere una gravidanza».

Iniziamo allora dalle scelte che molte donne sono costrette a procrastinare o interrompere in questo momento più che in altri, partendo dalla donna studente e arrivando alla donna madre senza dimenticare la donna lavoratrice.

Molte sono le donne –come molti sono anche gli uomini, ma giacché qui si finge di voler sposare la causa femminile, è bene concentrarsi solo su questa; dicevamo, molte sono le donne che per motivi economici sono costrette ad interrompere il proprio percorso di studi all’università se non alla fine delle scuole superiori. Tale scelta, converrete, non può non avere affetti sull’avvenire di colei che è costretta a piegarsi alle leggi del dio denaro: dalla scelta del lavoro -sempre più lontano dalle inclinazioni personali e sempre più asservito alle occasioni del momento-, al tenore di vita -che sarà proporzionale al lavoro che si è dovuto scegliere-, all’intera vita emotiva, costantemente minacciata dallo stato di frustrazione dato dal convivere con un lavoro del quale ci si è dovute accontentare.

lunedì 31 maggio 2010

Le donne son tutte belle, dai piedi alle ascelle

Avete mai visto ascelle così?' dice una pubblicità, oppure ‘vorresti avere ascelle bellissime?' , e ancora, lei chiede a lui: ‘sono più bella qui (indica le gambe), qui (indica i glutei) o qui (indica le braccia)’ e lui le indica le ascelle.

Ebbene, m’è duro confessarlo a voi quanto a me, ma io fino a qualche giorno fa non avevo mai badato all’estetica delle mie ascelle. Non so come mai, ma oltre al desiderio di mantenerle profumate altro pensiero non avevo. Sarà che sono solo una donna sciatta o che, me misera, sul mio cammino ho incrociato solo uomini meschini che badavano alle mie ascelle meno di me: mai un’occhiatina, mai una carezzina e le mie ascelle continuavano così … profumate ma non bellissime e forse, ahimè, neanche morbide!!!
Poi, qualche giorno fa, la rivelazione:
a cosa mi serve l’assorbente pensato apposta per il mio cu … ore? A cosa il detergente per i mie odori?
A cosa la crema magica che mi riempie le rughe?
A cosa l’intimo anti-stress?
A cosa la crema depilatoria che può farsi spuma e addirittura spray?
A cosa la shampoo delicato, la tintura che sembra vera, il balsamo nutriente, la compressa che, mentre arresta la caduta dei capelli, irrobustisce il cuoio capelluto nonché il capello stesso?
A cosa la pillola dimagrante e la crema rassodante?
A cosa il rossetto rimpolpante, il mascara rimpolpante, il fondotinta rimpolpante?
Cosa diavolo dovrei farmene di tutto questo se poi, sotto sotto, vai a vedere c’ho le ascelle secche? E se mi dovesse capitare d’incontrare-finalmente!!!- un uomo vero? Uno di quelli che ci tengono più per le ascelle che per il gluteo? Che gli dico? ‘Scusa ma in trent’anni non ho trovato un attimo di tempo da dedicare alle mie ascelle’??? Suvvia, siamo seri!

LA PEDAGOGIA DELLA LUMACA: uno sciopero della fame per scuotere le coscienze

Sono un maestro elementare e mi sento mortificato da quello che sta succedendo nelle scuole e dal fatto che troppe poche sono le voci che si alzano per difendere il diritto di tutti i bambini ad avere una buona scuola.


Chiunque è nella scuola, dai docenti ai dirigenti scolastici, dai rappresentanti dei genitori nei consigli di Circolo e d’Istituto al personale amministrativo e ai bidelli sa perfettamente della quantità dei tagli di personale e di finanziamenti che si sono abbattuti sugli istituti scolastici. Sono perfettamente consapevole che oggi ci sono tante persone che hanno perso il lavoro e che la crisi sta mettendo in ginocchio il nostro stato sociale, ma qui si tratta di impedire che la scuola vada allo sfascio. Penso che l’attenzione sulla scuola vada tenuta alta sempre. Una buona scuola è tale se si evolve sempre e se la società è vigile verso l’operato di qualsiasi governo in carica. Ma con la situazione attuale sono a rischio, tanto per fare un esempio, le uscite didattiche, i viaggi e i corsi proposti dal Comune e da altri (da quello di nuoto a tutti gli altri). Insomma qualcuno sembra ci voglia dire che si può tranquillamente tornare alla scuola di una volta. Non è allarmismo quello che vado dicendo, basta parlare con qualsiasi Dirigente Scolastico o docente e confermerà queste cose. Forse a scuola ci spegneranno anche il riscaldamento e i bambini dovranno ritornare come un tempo a portare il carbone o la legna da casa (questa invece spero che sia solo facile ironia da parte mia). In questi giorni è stata diffusa una lettera, scritta dal responsabile dell’Ufficio Scolastico Regionale, in cui si invitano i Dirigenti scolastici e tutto il personale della scuola a stare molto attenti a rilasciare dichiarazioni e a non fare commenti sui pesanti tagli a cui le scuole sono sottoposte. Io dichiaro pubblicamente di aver partecipato ad un’ assemblea di docenti e di avere espresso critiche su quello che sta avvenendo nella scuola e di avere anche proposto un presidio in piazza e uno sciopero della fame per bucare la cortina di silenzio che sta accompagnando i provvedimenti sulle scuole. Faccio questo per dignità e per amore nei confronti della mia professione. Se mi devo addebitare qualcosa penso sia nei confronti dei genitori e dei bambini poiché non sono riuscito ad informare sufficientemente l’opinione pubblica e in primis i genitori del fatto che non riusciamo più a fare tutte le attività che facevamo prima, per esempio laboratori a classi aperte o con piccoli gruppi di bambini.
Probabilmente dopo che avrete letto queste riflessioni, accendendo la televisione e sentendo il TG, sicuramente vi diranno che non sono previsti tagli significativi per le scuole e qualcuno ci crederà. Oppure vi capiterà d’imbattervi in giornalisti che correranno a destra e a manca per intervistare i genitori sulla nuova proposta di posticipare l’inizio della scuola al primo ottobre: tutto va bene per spostare l’attenzione dell’opinione pubblica e discutere di aria fritta. Niente da dire: chi governa ha imparato molto bene le tecniche della comunicazione. Ho scelto di fare il maestro perché pensavo che aiutare i bambini a diventare cittadini consapevoli e istruiti fosse una professione importante e che la scuola fosse un’istituzione privilegiata per favorire la costruzione di una società migliore, a vedere il trattamento che viene riservato all’istruzione c’è da pensare che non si vogliano insegnanti appassionati e motivati, ma solo esecutori fedeli e che la scuola sia considerata solo una spesa eccessiva.
Nonostante ciò, io non mi arrendo e spero di non essere l’unico.

Roberto Lovattini, insegnante

giovedì 20 maggio 2010

Piccole storie di piccole donne ‘scostumate’

Succede oggi in una scuola media che due ragazzi, M. e D., di 13 e 14 anni arrivino ad azzuffarsi usando come pretesto una comune amica. Il fatto che la ragazza sia stata solo un pretesto e non la causa della zuffa trova conferma in un episodio avvenuto circa 15 minuti prima.
Mi trovavo nel giardino della scuola quando mi viene incontro uno dei due ragazzi, M., che, in risposta ad uno mio sguardo, mi si fa quasi sul muso e dice: “Tengo ‘na carica ‘ncuoll’ ogge ca si coccheruno me tocca ‘o sfong’!” – (‘Mi sento una carica addosso oggi che se qualcuno mi tocca lo distruggo’). Detto questo rientra e nel giro di un quarto d’ora questa sua carica va a schiantarsi tutta contro il naso di un ragazzo che, a suo dire, l’aveva sfidato.

I due ragazzi, M. e D., si incrociano nel corridoio appena fuori le aule, M. è in compagnia della sua amica S.; D. saluta S. ma M. non apprezza: “Se la tocchi ti sfondo!” e D., che è già maschio e da maschio non può concedere l’idea di aver paura, di tutta risposta, sfiora il braccio di S. con un buffetto.
È quanto basta per scatenare l’ira di M. che si avventa sull’amico colpendolo con un unico pugno dritto sul naso. D. si accascia, il naso prende a sanguinargli tanto da far temere che sia rotto. I due vengono prontamente allontanati l’uno dall’altro, S. viene fatta rientrare in classe, M. dritto dal preside e D. in bagno a tamponare l’emorragia.

Dalla segreteria si convocano i genitori dei due ragazzi: i genitori di D. sono assenti, irreperibili; quelli di M. arrivano a scuola nel giro di pochi minuti. Facce cupe, sguardo basso, la mamma reca in braccio un bambino di un paio d’anni che stringe forte a mo’ di scudo, quasi come se quell’esserino che porta appeso al grembo valesse a giustifica per qualunque fallimento; il padre, omone grosso e grigio, si apre in un sorriso inopportuno e cordiale non appena gli si fanno davanti le varie professoresse e il preside; non ha scudi lui, solo mani grosse da sfoderare all’occorrenza. I due vengono accompagnati dal figlio e fatti accomodare in presidenza. Dopo poco arriva anche D. ancora dolente.
Dalla direzione non proviene voce alcuna, i bidelli e qualche professoressa restano in attesa commentando l’accaduto … “che è violentissimo e gravissimo e chissà quali e quante conseguenze avrà per quei due…”!


mercoledì 19 maggio 2010

Una notte


Non ho più voce. Io so che per morire
basta un oggetto della conoscenza
e un conoscente, un lugubre stridìo
di reni, un fiocco all'alba a sventolare.
Io so che per dirsi violenta una notte
dev' essere infinita,
per dirsi più nera del dolore,
più pura delle gemme, più insensata.



Paolo Birolini
'M'hanno cresciuto Dei'
Poesie 1981 - 1986

sabato 15 maggio 2010

Nel mio intimo c'è il mondo


Avevo sedici anni una mattina, quando una mia amica mi chiamò e mi disse: ‘Marzia, domani tutti al mare!’ ed io : ‘guarda che ho il ciclo!’ e così sinceramente declinai. Riagganciai il telefono e mia nonna (generazione 1921) che – orecchio bionico- aveva ascoltato la conversazione, con sguardo severo mi disse: ‘Queste sono cose che non si dicono, sono talmente intime … L’intimità! Sai cosa vuol dire intimità?’ E io, che credevo di saperlo, con aria di sufficienza, sbuffai.
Pensavo che da allora, da quando le donne nascondevano il mestruo come un’onta, le cose erano cambiate e che spifferare il proprio ciclo ad un’amica non voleva dire violare il proprio intimo. Anche -e soprattutto- perché, in quella specifica circostanza, ero stata io medesima a ‘violarmi’; ero stata io, nel pieno delle mie facoltà psichiche, a ritenere opportuno che quella data ragazza venisse a conoscenza della mia situazione ormonale. Capitolo chiuso. Il mio intimo era sano e salvo. Se violazione c’era stata ero stata io a perpetrarla ai miei danni, dunque perché parlare di violazione?
Passarono i mesi e gli anni, con me che puntualmente, ogni volta che c’era da andare tutti al mare, avevo il ciclo e lo dicevo … e qualche volta lo dicevo anche mentendo, usandolo come scusa per starmene a casa, al fresco, a sonnecchiare.
Da allora ad oggi sono passati quattordici anni e in questo tempo il mio corpo e, insieme, il mio concetto di intimità si sono modificati con una frequenza di almeno due volte a settimana. Infatti, se si segue il proprio corpo in tutto il suo divenire, ci si può accorgere di ogni minimo cambiamento e allora l’intimo, l’intimità, prende a racchiudere un’innumerevole serie di aspetti che, pur volendo, non si riesce a condividere con nessuno, se non con chi, con il tuo bene placido, condivide la proprietà del tuo stesso corpo. Spifferare tali ‘sfumature’ a chicchessia sembra un atto irrispettoso, una violenza, una violazione di proprietà privata in tutto è per tutto. Questo è quello che pensavo io!

giovedì 13 maggio 2010

Rasa il pratino!!!



A volte una ragazza si sente un poco giù
se il mondo è un po’ arruffato, non ci pensare più.

Rasa il pratino,
rasa il pratino,
pota, taglia, sfronda, falcia.
Quando il bosco è un po’ troppo fosco
col giardino è un casino
ogni forma dell’aiuola oggi è facile da potar.
Ovunque vedo un ciuffo,
lo affronto con decisione
sarà anche un poco buffo,§
ma poi sai che figurone…
Rasa il pratino,
rasa il pratino,
se il ferro è giusto
il -?- è a posto.
Foresta selvaggia passa
spazza via tutti quei rasta.
Rasa il pratino
-se ti senti ruvidina-
rasa il pratino
-dai una bella spuntatina-
Rasa il pratino!

mercoledì 5 maggio 2010

sabato 24 aprile 2010


venerdì 23 aprile 2010

"Non ti conosco abbastanza"


un corto di Cristiano Luchini

Una Produzione Plum Cake Studio in collaborazione con Creator of Dreams.

Sinossi:
Crediamo di riflettere mentre stiamo solo riordinando i nostri pregiudizi.
Il protagonista vivrà un'esperienza che lo porrà in contraddizione con i propri pensieri..

venerdì 16 aprile 2010

THE SECRET DIARY OF: The Nightingale

July 29, 1984

Dear Diary,
Here is a poem.

From the light in my window he can see into me
But I cannot see him until he is close
Breathing, with a smile at my window

He comes to take me
Turn me round and round
Come out and play Come play
Lie still Lie still Lie still.

Little rhymes and little songs
Pieces of the forest in my hair and clothes
Sometimes I see him near me
when I know he can't be there
Sometimes I feel him near me
and I know it is something just to bear.

When I call out

No one can hear me
When I whisper, he thinks the message
Is for him only.
My little voice inside my throat
I always think there must be something
That I've done
Or something I can do
But no one no one comes to help,
He says,
A little girl like you.

mercoledì 14 aprile 2010

E' tutt'una questione di amigdala




Tempo fa un NOTO RELIGIOSO, dalle onde radio di Radio Maria, ha risposto ad un ascoltatore che l'OMOSESSUALITA' E' UN ABOMINIO, perchè a dirlo è la BIBBIA (Levetico, 18,22). Un ABOMINIO CHE NON PUO' ESSERE TOLLERATO IN NESSUN CASO.
10 giorni fa quello stesso ascoltatore ha scritto questa lettera al NOTO RELIGIOSO...

Lettera del 16 maggio 2009
Caro sacerdote,



Pedofilia: i segreti di Ratzinger

...e tanto altro QUI e QUI

sabato 10 aprile 2010

NUOVOʚϊɞMONDO



“Questi che partono sono la nostra sementa che si va a mettere nel terreno cchiù fertile”.

venerdì 26 marzo 2010

Non Mi pento di Niente - Gioconda Belli

Diceva qualcosa sui cuscini

Tra l'addormentarsi e il sonno c'è un solo passo. In quel passo c'è qualche secondo di solenne sincerità. Tale sincerità non è facilmente afferabile nè trattenibile. Solo qualche schizzo te ne rimane al mattino, un'immagine o qualche parola sconnessa, una sensazione che sottende e nient'altro. Impossibile decifrare alla luce quanto pensato quando hai già tutte le difese irte ai posti di combattimento. Del pensiero di ieri notte solo un conecetto: cuscini, e la sensazione di aver percepito da parte di questi una qualche ostilità.
Questo pensiero, che poi si è fatto ragionamento, mi ha impegnato tutta la notte lasciandomi, al risveglio, con una frase fatta - fatta bene!- che ho dimenticato appena toccato terra.

sabato 27 febbraio 2010

Come ieri, come oggi, come bestie


SUCCEDE 30ANNI FA:
'Succede che incrocio sulle scale la mia padrona di casa che, con aria schifata, mi racconta di avere visto la signora M. Conoscevamo la signora M., era napoletana, ed è esattamente questo il punto focale della storia. La signora M, mi racconta, era al bar, col marito e col figlio di pochi mesi. Ad un certo momento arriva l’ora della poppata, il bambino, affamato, comincia a piangere, e lei, come se niente fosse, scopre il seno e ci attacca il bambino. Proprio come le bestie, commenta la padrona di casa, con un’espressione sempre più disgustata, là al sud sono proprio abituati come le bestie[...]'.

SUCCEDE IERI:
'[...](Eppure non più di qualche mese fa è successo che una donna è stata allontanata da un albergo perché stava scandalosamente nutrendo il proprio figlio, e giusto l’altroieri un collega, padre di numerosa prole, mi ha raccontato scandalizzato che ci sono in giro donne che allattano in pubblico, “come in Africa”. Mah …)

Dal blog di barbara

mercoledì 17 febbraio 2010

Cetro che stavolta Povia ha alzato proprio un cazzo di polverone! Povero, povero Povia!


Da sempre, sbattere così crudamente la verità in faccia alle persone non paga. Le persone preferiscono non vedere, non capire o, forse, solo che sia uno diverso da Povia a raccontargliela questa verità. Ma il polverone alzato da Povia stavolta non ha superato neanche la prima serata: ascoltato il testo, o lettolo per i più snob, appare subito evidentissimo che non si può entrare in polemica col piccione in nessuna maniera, nemmeno volendo, nemmeno pretendendolo. Nel succitato testo, infatti (che, non stentiamo a crederlo, è nato in tre giorni!!!), non v’è cenno all’eutanasia, né ad Eluana Englaro: codesto testo potrebbe essere attribuito ad ogni giovane figlio deceduto prima dei genitori. Povia ci racconta la verità della morte: una verità non scomoda, non difficile da comprendere o accettare, una ovvia e tragica verità da tutti risaputa e ce la racconta, come d’abitudine per lui, accompagnando l’esibizione con mossette stupide che offendono più del testo stesso.
° Dov’è Eluana?
° Che altra verità ci voleva raccontare Povia che non poteva raccontarci qualchedun’altro, foss’anche un bimbo elementare?
° Chi è Povia? E come poter dare ancora credito ad uno che è passato con estrema nonchalance dai bambini ai piccioni, e da questi direttamente agli omosessuali e alla morte per eutanasia-solo a suo dire!-?

Resta da chiedersi come mai gli abbiano permesso di spacciare questa canzone come una ‘cosa seria’, come un testo impegnato che andava a pungolare gli ascoltatori su un tema così delicato e dai risvolti sempre più che tragici; come nessuno si sia accorto del tranello o della ‘miseria’ del testo.
E pure pensando in buona fede, e pure volendo convincere noi stessi del fatto che questo testo sia realmente dedicato ad Eluana, dovremmo poi fare i conti con un’ultima, imbarazzante, domanda: ° come mai nessuno ha pensato che Eluana e la sua famiglia meritassero qualcosina in più di una schifezza?

lunedì 15 febbraio 2010

ʚϊɞ, ovvero: "Signor Berlusconi, basta battutacce"


Elvira Dones, scrittrice-giornalista albanese, ha inviato a Repubblica una lettera aperta indirizzata a Silvio Berlusconi, per tentare di spiegargli chi sono e che vita 'subiscono' le 'belle ragazze' cui il nostro Premier ha fatto riferimento durante la visita a Tirana.

A "Stella" i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola: puttana. Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede. Dopo un mese di stupri collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi. Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio, della Liguria, e chissà quanti altri. E' solo allora - tre anni più tardi - che le incisero la sua professione sulla pancia: così, per gioco o per sfizio.
[..]
Sulle "belle ragazze" scrissi un romanzo, pubblicato in Italia con il titolo Sole bruciato. Anni più tardi girai un documentario per la tivù svizzera: andai in cerca di un'altra bella ragazza, si chiamava Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei. Era un padre come tanti altri padri albanesi ai quali erano scomparse le figlie, rapite, mutilate, appese a testa in giù in macellerie dismesse se osavano ribellarsi. Era un padre come lei, Presidente, solo meno fortunato. E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta che sua figlia sia morta per sempre, affogata in mare o giustiziata in qualche angolo di periferia. Lui continua a sperare, sogna il miracolo. E' una storia lunga, Presidente...
[...]
L'Albania non ha più pazienza né comprensione per le umiliazioni gratuite. Credo che se lei la smettesse di considerare i drammi umani come materiale per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci.

E io sottoscrivo.Perchè mi vergogno del 'mio' Premier.

sabato 13 febbraio 2010

ʚϊɞ, ovvero: Heavy Rain, solo per PS3


"LA DONNA è sola nell'ampio bagno del suo lussuoso loft. Si spoglia con calma, si rilassa sotto la doccia: si prende tutto il tempo necessario mentre la telecamera indugia sui dettagli del suo fisico atletico. Poi chiude i rubinetti, si asciuga lentamente e si riveste indossando degli slip e una... canottiera leggera( eloquentissimo l'uso dei sospensivi, peccato che l'autore non abbia pensato ad aggiungerci anche un ":)" o, meglio ancora, un ";D" ).
L'occhio del regista segue Madison - questo il nome della donna - mentre si rifugia nell'intimità del suo bagno per poi andare in cucina. Giusto il tempo di accorgersi di un rumore strano, prima che si scateni la violenta aggressione da parte di quattro intrusi coperti da passamontagna e armati di coltelli, che la picchiano ripetutamente e tentano di ucciderla scaraventandola contro i mobili della stanza."

Prima il simulatore di stupri, poi il simulatore di aggressione domestica. In attesa del simulatore di morte per cancro e quello di morte eutanasica, concentriamoci sulle chicche di quest'ultima genialata: è indispensabile, credo per attizzare un po' il giocatore in attesa della violenza, che inizialmente la donna venga mostrata nuda e nell'atto di fare la pipì. Fondamentale che la donna si rivesta per indossare nient'altro che una ... :) canottierina leggera e un paio di slip e che, così abbigliata, si difenda stenuamente dalle botte.

Proprio come nei film dove, molto spesso, le donne aggredite sono coperte solo da trasparenze, giusto per non sconvolgere troppo lo spettatore -che non vedrà il dolore nasconsto dentro la violenza cui sta ssistendo se gli si mantiene la cappella sempre arzilla; e proprio come nella vita reale! Nessuna donna, infatti, passeggia più per casa in tuta o in pigiama; in vestaglia, semmai, ma solo se questa le promette giuochi di luce e capezzoli, o in slip e ... ;D canottierina. Del resto chi di voi assistendo all'aggressione di una donna in slip si soffermerebbe a guardarle il sangue anziché il culo?
Fortunatamente, - perchè poi ci si deve anche saper accontentare!- stavolta il giocatore manovra la donna e non gli aggressori. Bello no?

giovedì 11 febbraio 2010

ʚϊɞ, ovvero la formica ferma sta come il passero che fermo sta sull’erba voglio


Mi ricorre un sogno. Tre notti fa è iniziato e ancora non smette. C'è una formica, un bagaglio e un albero. Una formica in partenza. Ogni volta che la formica prova a partire l'albero scuote le foglie e la terra e la formica,leggera, ruzzola indietro. Ritenta e riruzzola per 5,7,9 volte. Aspetta la notte per farla in barba all'albero, ma non fa neanche in tempo ad avvicinare il bagaglio che l'albero dà di foglie e così sia.

sabato 6 febbraio 2010

La storiella della pagliuzza e della trave vale per tutti - ovviamente quel 'tutti' non comprende certo gli omosessuali! Macci mancherebbe...


Mentre in Germania piovono denuncie di abusi su ragazzi frequentanti le più prestigiose scuole privare cattoliche, i nostri Padri italiani, anziché inorridire di fronte a simili notizie (sempre che non abbiano sviluppato un callo grosso così) e andarsi a nascondere dietro un religioso silenzio - se proprio non si riesce a spendere due parole di condanna circa la condotta assunta dal più dei Pastorelli- i Nostri, dicevamo, si dedicano a quello che è diventato il loro passatempo preferito, quasi un hobby: il supplizio dell'omosessuale.

Stando alle spesse dichiarazioni di Vescovi, ex Vescovi e del quotidiano vaticano stesso, questi miseri omuncoli risulterebbero indegni di tutto, dall'ostia benedetta al sacerdozio al regno dei cieli. Si svela un vero e proprio atteggiamento persecutorio assunto dalla Chiesa nei confronti degli omosessuali: a loro non resta che sperare in una vita che sia il più lontano possibile da Dio e dalla sua risaputa misericordia.
D'altronde è in quest'atteggiamento che si viene a caratterizzare il portento della Romana Chiesa: nell'allontanare i fedeli dalla fede e nel rendere fieri e convinti gli infedeli. Non si esclude dal sacerdozio un pedofilo, ma un omosessuale; non si nega la comunione ad un pedofilo, ma ad un omosessuale o ad un divorziato; non si chiude il regno dei cielo in faccia ad un pedofilo o ad un conclamato assassino, ma ad un omosessuale o transessuale che sia.
Bravi, così vi vogliamo: pii e cattivi!

domenica 31 gennaio 2010

UN UOMO NON PUO', MA DOVREBBE

Cortigiano: gentiluomo di corte - Cortigiana: prostituta
Il cubista: artista seguace del cubismo - La cubista: prostituta
Uomo disponibile: tipo gentile e premuroso - Donna disponibile: prostituta
Segretario particolare: portaborse - Segretaria particolare: prostituta
Uomo di strada: uomo duro - Donna di strada: prostituta
Passeggiatore: chi passeggia, chi ama camminare - Passeggiatrice: prostituta
Uomo facile: con cui è facile vivere -Donna facile: prostituta
Zoccolo: calzatura in cui la suola è costituita da un unico pezzo di legno - Zoccola: prostituta
Peripatetico: seguace delle dottrine di Aristotele - Peripatetica: prostituta
Omaccio: uomo dal fisico robusto e dall'aspetto minaccioso - Donnaccia: prostituta
Un professionista: uno che conosce bene il suo lavoro - Una professionista: prostituta
Uomo pubblico: personaggio famoso, in vista - Donna pubblica: prostituta
Intrattenitore: uomo socievole, che tiene la scena, affabulatore - Intrattenitrice: prostituta
Adescatore: uno che coglie al volo persone e situazioni - Adescatrice: prostituta
Uomo senza morale: tipo dissoluto, asociale, spregiudicato – Donna senza morale: prostituta
Uomo molto sportivo: che pratica numerosi sport - Donna molto sportiva: prostituta
Uomo con un passato: chi ha avuto una vita, sconsiderata, ma degna di essere raccontata. – Donna con un passato: prostituta
Maiale: animale da fattoria - Maiala: prostituta
Uomo da poco: miserabile, da compatire - Donna da poco: prostituta
Un torello: un uomo molto forte - Una vacca: una prostituta
Accompagnatore: pianista che suona la base musicale - Accompagnatrice: prostituta
Uomo di malaffare: birbante, disonesto - Donna di malaffare: prostituta
Prezzolato: sicario - Prezzolata: prostituta
Buon uomo: probo, onesto - Buona donna: prostituta
Uomo allegro: un buontempone - Donna allegra: prostituta
Ometto: piccoletto, sgorbio inoffensivo - Donnina: prostituta

FONTE


Questo dizionario del genere femminile- qui riportato in versione ridotta- enumera le innumerevoli espressioni con le quali una donna può essere definita prostituta. Un uomo non può. Per un fatto semplice: il temine prostituto non esiste. Per definire un uomo che va con molte donne, un uomo dai facili costumi, un prostituto, insomma, si usano espressioni quali: don giovanni, macho, sciupafemmine, chiavettiere ... e cose così. Sinonimi questi non di perdizione quanto di virilità.

La questione qui riportata è più antica del mondo. Già la sappiamo tutti quanti, già l'abbiamo sviscerata, riviscerata, cucita e messa a posto. Senza mai venire a capo di niente.
Però c'è sempre un momento nella vita di ogni donna in cui si viene a fare i conti con questa questione. Si realizza, così, di punto in bianco, che un uomo che va con molte donne è un macho, mentre una donna che va con molti uomini è una zoccola. Inevitabilmente ci si chiede il perchè. Si chiede alla mamma, poi all'amica, poi alle amiche, poi allora agli amici, ai vicini di casa, al panettiere, al giornalaio, al ragazzo della bancarella, alla sarta, alla parrucchiera, al parrucchiere, al sarto, ai professori. Resti tu e la tua domanda. Sole, in una solitudine che solo una domanda priva di risposta ti sa dare.
Cresci con questa domanda appesa al collo. Poi arrivano gli anni, quelli passati più quello presente fanno 30. Realizzi che adesso potresti essere tu quella mamma, quel professore, quell'adulto a cui si potrebbe rivolgere un'adolescente che cerca la risposta a quella domanda. E che dici? Cribbio in tanti anni non ho trovato una spiegazione plausibile a questa cosa che non so neanche definire. Una spiegazione plausibile, questo ti serve! Perchè di spiegazioni ce ne sono, ma sono tutte o tristi o assurde. Ne ho sentita una tempo fa -molto tempo fa- che era triste e assurda insieme: eh perchè l'uomo è cacciatore, la donna invece deve essere preda. A questa frase seguì un ghigno.
Quanto mi ci tormentai su quel ghigno ... manco una coltellata m'avrebbe a tal punto ferita. Qualcuno mi aveva tolto la speranza di essere cacciatrice, artefice della mia vita emotiva e sessuale, rispingendomi nel ruolo di preda passiva, una banderuola vivente e respirante e, peggio ancora, pensante e desiderante. E lo aveva fatto ghignando.

Da allora non ho più ghignato, neanche nelle situazioni che lo richiedevano.

sabato 30 gennaio 2010

DUE PARI - X


Dicono che il salto sia possibile solo a piè pari. Che a tre si ruzzoli vorticosamente perdendo in un secondo tutto il cammino che si era fatto. Dicono che i piedi devono toccare terra in simultanea, non è concesso a nessun piede di atterrare prima dell’altro. Se un piede tocca terra mentre l’altro è ancora in preda all’aire, il primo riceverà in un sol colpo il peso di tutto il corpo più il peso dell’altro piede che ancora volteggia meno l'ausilio di quest'ultimo nel ricevere la botta. Dicono che nell’atterrare ci si debba piegare dolcemente sulle ginocchia, chi tocca terra a gambe tese rischia. Rischia colonna, caviglie e ginocchi. Dicono che nel salto siano implicate anche le braccia. Seppure sono le gambe a concederci il salto, sono le braccia a permetterne la riuscita. La buona riuscita, s’intende. Le braccia bilanciano l’atto, le braccia tese, precisamente. Le braccia tese a mo’ d’ali, per esser cavillosi. D’altronde un salto è un semi-volo, un volo cortocorto. Si decolla e si atterra nel giro di millesimi, guadagnando strada e una boccata più pulita. Ma sui piedi si deve atterrare, su due piedi. Pari. X.

venerdì 29 gennaio 2010

DALLA PARTE DEI COSINI

Esempio di abitino cui sono stati rimossi sia il cosino che il cartellino


Quei cosini di plastica bianca, quelli che sorreggono i cartellini di un abitino nuovo appena comprato. Quelli impediscono ai cartellini di schiantarsi al suolo ogni qual volta si prova ad attaccare un cartellino ad un abitino privo di cosino. Quei cosini di plastica bianca, quelli sicuramente avranno un nome proprio di cosa. Un nome che nessuno conosce tanta è l’indifferenza con cui ognuno di quei cosini viene stretto tra i denti, morsicato e gettato via assieme ai cartellini. Eppure sono un ottimo sostegno per i cartellini che, altrimenti, non potrebbero accompagnare gli abitini nuovi appena comprati. Non trovano altro uso quei cosini bianchi, per questo in un'ipotetica classifica delle cose più indispensabili all’ uomo, quei si trovano sempre agli ultimi posti. D’altronde ogni uomo riuscirebbe facilmente a sopravvivere anche senza cartellini … figuriamoci senza cosini.

Cosini bianchi dunque, creati solo ed unicamente per i cartellini: non c’è cartellino senza cosino. Mentre qualche cosino senza cartellino pure si trova. Ovviamente se lo si trova vuol dire che un misterioso qualcuno ha interferito nell’ordine naturale delle cose, cambiando l’ordine degli addendi: un cosino spoglio di cartellino può verificarsi solo a seguito di un errore o di una manomissione. E l’errore può essere solo che umano e la manomissione anche. Una mano irruenta ha provocato il distacco del cartellino! Forse lo ha strappato apposta!! Ha lacerato il cerchietto che permette al cosino di sorreggere il cartellino. Il cartellino ha vibrato, di risposta anche il cosino bianco ha vibrato. Una vibrazione di troppo ed eccoti il cartellino per terra. Il cartellino precipita e, precipitando, lascia sopra di sé il cosino bianco che da quel momento non troverà più ragion d’essere. Presa coscienza del misfatto, il piede di quella mano ha calciato il cartellino fin dove dove occhio umano non vede. Lo ha nascosto. Agli altri come a se stesso. Unica prova dell’esistenza di quel cartellino il cosino bianco che pende, inutile, da un abitino nuovo appena comprato.

Addio cartellino, addio cosino bianco di plastica.

RICEVO E PUBBLICO: AAA - Autenticatori cercasi per poter presentare le liste Bonino-Pannella alle prossime elezioni RegionaliCondividi


Da tempo abbiamo annunciato la volontà di presentare in tutta Italia le Liste Bonino-Pannella alle prossime elezioni Regionali. L’assenza di democrazia e di stato di diritto non rende pero’ affatto scontato che i cittadini potranno scegliere se votarci. Dovremo infatti raccogliere in meno di un mese quasi 160.000 firme in tutta Italia, oltre 1500 in ogni provincia.
Dovremo farlo mentre la RAI non informa i cittadini di questa necessità, tanto gli altri partiti le firme le raccolgono nell’ombra e al di fuori delle regole; senza poter contare sulle migliaia di sedi che tutti gli altri hanno accumulato in questi 30 anni di finanziamenti pubblici ai partiti; senza quelle ramificazioni clientelari e partitocratiche cui noi Radicali abbiamo da sempre rinunciato.
La presenza delle Liste Bonino-Pannella dipende dall’aiuto che ci verrà da persone come te. Puoi essere determinante, ma abbiamo poco tempo.

Per sottoscrivere una lista occorre per legge la presenza di un autenticatore. Questo è uno dei maggiori ostacoli per la raccolta delle firme.

http://autenticatori.boninopannella.it


Chi sono gli autenticatori? Potresti essere tu. O, se ci pensi bene, tra i tuoi amici o familiari, c’è probabilmente qualcuno che puo’ farlo.
La legge infatti attribuisce questa funzione a notai, giudici di pace, funzionari comunali e provinciali, cancellieri di Corte d'Appello, Tribunale, Pretura e Procura, sindaci, assessori, consiglieri comunali e provinciali. Si tratta di decine di migliaia di persone. Comunicaci la tua disponibilità, o quella delle persone che conosci e che possono farlo:

http://autenticatori.boninopannella.it

Non rassegniamoci a chi, negando diritto e diritti, vuole decidere per tutti.

Diamoci una mano
Mario Staderini
Segretario di Radicali Italiani

martedì 26 gennaio 2010

Gf10, espulsione per bestemmia: inculati i fanti ma lascia stare i santi

Sentenza Corte Costituzionale n. 440 del 18 ottobre 1995
«Bestemmia: illegittimità costituzionale dell'articolo 724, comma primo, del codice penale»

[...]"Da ultimo, la sentenza n. 925 del 1988, che rappresenta il punto di partenza per l'esame della questione ora riproposta alla Corte costituzionale, dichiara non fondato il dubbio di costituzionalità sulla vigente disciplina della bestemmia, ma in base a diverse affermazioni di principio che accantonano l'argomento numerico, sul quale fino ad allora si era motivato per escludere la violazione del principio di uguaglianza: "'la limitazione della previsione legislativa alle offese contro la religione cattolica' non può continuare a giustificarsi con l'appartenenza ad essa della "quasi totalità" dei cittadini italiani .. e nemmeno con l'esigenza di tutelare il sentimento religioso della 'maggior parte della popolazione italiana' .. : non tanto vi si oppongono ragioni di ordine statistico (comunque sia la religione cattolica resta la più seguita in Italia), quanto ragioni di ordine normativo." [...]

'Ci sono dei limiti che non possono essere superati': così ieri sera Alessia Marcuzzi ha tentato di giustificare l'espulsione per bestemmia di un concorrente del Gf10, concludendo con la solta zorfa della sensibilità dei fedeli cristiano-cattolici -che sgocciola solo se l'offeso non è di questo mondo.
Io me li ricordo i fedeli, mi ricordo dei più
incalliti, i quasi fanatici dell'aldilà. Me li ricordo, assetati di vendetta, difendere un prete accusato di molestie. Me li ricordo i fedeli, e a volte mi ricordo pure di qualche prete e di certi Vescovi Monsignori.
Ma il Gf è lo specchio di questa trista nostra rialtà, ed è giusto dirlo, quasi doveroso. Anzi bisognerebbe proprio far scorrere un messaggio di allerta! in sovraimpressione:
"attenzione questo programma è lo specchio della nostra realtà. Potreste dunque trovarvi ad assistere a: voli di schiaffi e valigie, vicendevoli insulti, battibecchi pieni d'odio, crisi isteriche. Pertanto la visione del programma è limitata al solo pubblico adulto. Mettete a letto i bambini, ai cattolici ci pensiamo noi."

lunedì 25 gennaio 2010

Femminicidio - Feminicide - Action for women - di B. Atzori, P. Lipari, S. Orlandi, S. Polito



" […] Lei aveva usato tutta la sua forza per ribellarsi, era cattiva e grintosa, ma forse, non abbastanza. Il sentire una cosa estranea e rifiutata dentro se stessa, e per la prima volta, le fece provare un irrefrenabile impulso di vomitare. Avrebbe voluto morire lì fuori, piuttosto che farsi uccidere dentro. […] Proprio quando si accorse che il freddo era penetrato nel suo flebile corpo una macchina si fermò. Era un uomo stanco e anziano, dall’accento lento e dai modi raffinati. Non servì nessun racconto, il signore capì il passato guardando i vestiti squarciati, e lo sguardo rassegnato di chi vorrebbe bruciare il mondo ma è troppo spaventato per accendere un fuoco. Adesso, dentro a quella macchina, Amelia capì che nel mondo esistevano due tipi di carnefici: quelli bestiali, che usano la forza per spezzarti, e quelli cerebrali, che usano il cervello per mandarti dai primi. "
Da “ Lo stupro” Asia Emme

venerdì 22 gennaio 2010

"Ti offenderesti se qualcuno ti chiamasse un tentativo"

Poco fa qualcuno, anzi credo proprio qualcuna, è arrivato sul mio blog cercando:
'verginità femminile invenzione per sottomettere le donne', con tanto di punto interrogativo tipo questo: ?
'Mhm mhm' -mi son detta- 'interessante quesito'. 'Ma in che modo la nostra verginità ci renderebbe sottomesse?' -ho continuato- 'ma soprattutto, cosa s'intende qui per "invenzione"?'
A me la verginità femminile, proprio al pari di quella maschile, non risulta essere un'invenzione, quanto un fatto anatomicamente dato seppur suscettibile di modifiche.
Dunque l'invenzione non sta nella verginità in sè, quanto in ciò che essa rappresenta. Ma non per le donne, quanto -stanamente- per tutto il resto dell'umanità.
La verginità femminile, per tutti quelli altro dalle femmine, è misura di decenza, moralità, onestà. In base all'eta in cui la si perde si può essere giudicate: donne compite, troppo sveglie, frigide o tardone -quale poi tra questi tipi di donna sia quella giusta non è un contetto assoluto, bensì è questione di moda del momento: ora attizza la casta, ora la troia, ora la finta troia, ora la finata casta.
Eccola qua allora l'invenzione. Ecco cosa sottomette la donna: l'intrusione del giudizio altrui tra le più intime delle pareti. Vadasecchè una tale intrusione non può avvenire senza conseguenze, miriadi di conseguenze, almeno una per ogni donna esistente. Una su tutte le difficoltà con cui le donne sperimentano il proprio corpo e la propria sessualità, quasi fosse cosa di cui poter godere solo previa accetazione altrui. Questo se da una parte ci permettere di conoscere, di volta in volta, come cambia -se cambia- la concezione che si ha della verginità femmile, dall'altra ci impedisce, come da sempre ci ha impedito, di comprendere cosa rappresenti tale verginità per le donne. Ai tempi in cui la donna che arrivava svergine al matrimonio rischiava quasi il rogo o la lapidazione, cosa faceva sì che la maggior parte delle donne si conservassero caste e pure fino al dì delle nozze? E quando poi si è passate da questa castità quasi perpetua al famolo a tutti costi, quale volontà ha sotteso tale cambiamento? E la volontà di chi?

giovedì 21 gennaio 2010

ARET' 'E MMUR'

Se vedi dietro un muro un cuore giallo
Che dietro al muro solo se ne sta
Chiedigli se è solo per miraggio
Che vedi che nun sape c’ha da fa!

Se dice che sei l’unica a vederlo
Vuol dire che quel giallo ti appartiene
Che il cuore dietro al muro è il cuore tuo
e ch’ sì tu a nun sapè ch’ fa!

Allora tuornatenne sott’ ‘o lietto
Purtannete ‘nu libro e ‘nu lumino
Fa’ finta, comme ‘nmiez ‘a nu ciardino,
ca è ‘o sole ca te sta sbattenno ‘m’pietto.

Convinciti che il tuo ti basta e avanza
Che quello che non hai non fa sostanza
Che il cuore, il giallo, il letto e il tuo giardino
Fanno di ogni un muro un canarino.

lunedì 18 gennaio 2010

E lasciamo stare chè oggi la giornata è storta

E' iniziata storta, con la sveglia che suona basso e tu che arrivi tardi. Col dovere che ti chiama sempre nel momento meno opportuto e tu, che in verità vorresti essere altrove e ci pensi e ripensi ma hai paura, per dovere rispondi presente. Ma presente non sei e tutti va a rotoli.
Poi l'ascensore, quella che non chiama mai. Poi la pappa che pronta a tavola puoi solo che desiderarla. Poi il dovere, ancora, imperterrito: presente! Poi la stampante che non stampa, perchè lei se lo può permettere di sottrarsi al proprio dovere, anche se uno ne tiene!
Poi il blog, il diritto al lamento! Sedersi e lagnarsi, frignare, frignare, friganre, frignare, frignare, frignare, frignare, frignare ...

domenica 17 gennaio 2010

venerdì 15 gennaio 2010

BUONA PADANIA A TUTTI

SE LA GIORNATA E' VENTOSA ANCHE IL CANE E' NERVOSO

Il cucuzzolo del vesuvio è ancora innevato. Sul cucuzzolo nevica mentre ai piedi del monte la pioggia, clemente, ha ceduto il passo al vento. Il vento è un agente scomodo, soffia e fa rumore, sposta l'aria e l'aria ti spettina i capelli e i capelli si aggrappano ai pensieri confondendo-li/teli.

I vecchi soffrono il vento in modo particolare. Evidentemente risentono del fatto che tutto intorno a loro si muove e non sta fermo; del rumore anche, forse. Non saprei, so solo che quando c'era vento mia nonna era nervosa, tanto che fino a poco tempo fa ero convinta che fossero i nervi tesi di mia nonna a provocare il vento e non il contrario. Poi nonna ha smesso di innervosirsi, così, semplicemente, naturalmente, e allora, vedendo che il vento continuava a verificarsi anche senza i suoi nervi, ho dovuto arrendermi all'idea che era proprio quel soffiare continuo ad innervosirla.

Però, da quando mia nonna ha smesso di agitare al vento il suo nervoso, ha iniziato il cane. Il mio cucciolo, -cucciolo solo di taglia, dal momento che tra qualche giorno leccherà la sua nona candelina (in foto, mentre si atteggia a cane-bastardo)- questo mio cucciolo, dicevo, già da qualche settimana dava segni di squilibrio: sempre agitato, nervoso e tendente all' isolamento. Tali (in)sofferenze sono sfociate dopo poco tempo in pratiche di autolesionismo, indirizzate unicamente alla zampa posteriore sx.
Poi è arrivato il vento.
Il vento l'ha sospinto nuovamente tra noi, è tornato a scodinzolare di quando in quando e ha abbandonato certi intenti psicotici che potevano renderlo monco. Così tutti noi di famiglia siamo tornati a goderne, fino alla trista scoperta: i tormenti contaminano e consumano un corpo animale proprio come fanno con uno umano. Si nascondono alla luce salvo poi tornare agguerriti e spietati col buio. Questo è quanto sta accadendo nella vita emotiva del mio cucciolo: quando il bagliore del cielo si affievolisce e tutto intorno tace e il rumore del vento si ode chiaro, preso dalla rabbia di non poter sognare o dall'amrezza di non riuscirvi più, si arrende alle sole emozioni che può, quelle che di notte aspettano all'uscio del sonno.

Il mio cucciolo però non sa parlare (gliel'ho sempre detto io: 'uagliò, a te ti manca solo la parola!) e quando è preso da questi sconforti mi si avvicina e mi guarda, ma se provo a ricambiare lo sguardo lui si scatena di rabbia. I suoi tormenti non li conosco, non li posso neanche immaginare -mi ha detto il medico-, i suoi tormenti sono fuori dalla nostra portata, non contengono eventi, neanche ricordi, non vanno per immagini nè per suoni. E allora cosa resta?
'Nu sciummo addò è difficile 'a c'arrivà.

giovedì 14 gennaio 2010

IL TEMPO DELLE DONNE NON E' MAI ARRIVATO PERCHE' NON PUO'

Ieri su FB si parlava del post di cui sotto, in breve: l'intento dell'Onu di andare all'eliminazione della violenza contro le donne entro il 2015 - tra 5 anni; vi si auspica, inoltre, la creazione di un fondo pubblico per il risarcimento delle donne vittime di violenza, costituito dal sequestro dei beni degli autori dei crimini, con modalità eque verso le loro famiglie incolpevoli.
Dal dibattito - tutto al femminile- è emerso, in breve, un certo pessimismo circa i tempi entro i quali dovremmo arrivare a cancellare definitivamente il più bruto dei crimini: la violenza sulle donne, frutto della concezione che l'uomo ha del suo corpo, è questione atavica, difficile da rimuove difficile da rimuovere anche nelle menti che, di primo acchito,sembrano illuminate ed aperte al cambiamento; d'altronde, se si pensa che fino a pochi anni fa il reato di violenza sessuale era contro la morale e non contro la persona ... Non sono mancati commenti di autocritica: siamo forse anche noi donne-madri corresponsabili della squilibrata percezione della figura femminile risultando incapaci di educare i nostri figli al rispetto dell'altra?

Cose già dette, domande già poste, ragionamenti già triti, destinati a ripetersi -ho le prove!!! - senza pericolo di scadere.

Fingendo un ottimismo che non mi appartiene e delle speranze che adesso non trovo più, ho dibattuto limitandomi ad esortazioni del tipo 'non mettiamo limiti alla provvidenza' -pur cedendo ai soliti toni pessimisti che da sempre mi contraddistinguono.
Così detto, si è spento il dibattito. Fino alla sera, nel senso che alla sera ho continuato a dibattere prima col Munaciello poi da sola con me stessa - e mi sono arricriata!

Le Iene, servizio sulle conseguenze del precedente servizio sul prete a luci rosse. La reazione dei fedeli all'allontanamento del parroco la dice lunga, le espressioni usate da chiunque sia stato intervistato sono tipiche, sembrano dei proverbi, dei detti antichi. Uomini e donne si affanno per salvare la reputazione del parroco a scapito di quella della vittima: "l'hanno calunniato, le femmine sono così", "a parte che non c'è stato niente di grave, una cosa lieve non è che ha avuto un rapporto", "quello che ha detto quella ragazza è tutto falso", "l'ha fatto anche alla figlia di una mia carissima amica, ha fatto delle benedizioni", "se queste ragazze era turbate potevano dimostrare il loro turbamento senza andarsene, forse così l'avremmo aiutato".
Avrete notato che alcune di queste perle vengono pronunciate da soggetti di sesso femminile.
Le donne, queste benedette donne, tutte potenziali vittime di chicchessia, tutte spietate complici di ogni violenza. Costoro ci immobilizzano in questo pantano di violenza e subordinazione. Allora non siamo noi complici di tale imparità, siamo le artefici prime: siamo le veline, i soprammobili, le incubatrici, perchè così reputiamo noi per prime l'altra!