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A CUOPPO CUPO POCO PEPE CAPE ...e... POCO PEPE CAPE A CUOPPO CUPO

mercoledì 28 maggio 2008

01.01.08: a mare d'inverno

Avviso a tutti gli astronauti: giacchè domani parto -mi porto un pò il munaciello in vacanza- proverò ad allungare questo post il più possibbile sì da non lasciarvi soli in questi giorni.
Partiamo dall'ultima parte -al mare d'inverno- e andiamo avanti.



Vi saluto, v'abbraccio, vi stimo e vi penso...
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Su Libmagazine Il Divo Munaciello


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Un pensiero per chi dormir non può..
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Il mare d’inverno non è solo un film in bianco e nero visto alla tv. No. C’è sempre qualche nuvola che dal cielo si butta giù, la sabbia bagnata, ma nessuna lettera portata via dal vento, né nessun cane ad inseguir punti invisibili. Solo mare, vento, freddo mare. Il mare d’inverno è un concetto che la mente può considerare, certo è poco moderno ma profondamente desiderabile. Alberghi chiusi, manifesti sbiaditi e qualche macchina a solcare strade bagnate dalla stessa pioggia che qualche volta ti sorprende in piena estate.

Di poi se vesti il guardo di bianco puoi intraveder due stupidi che non hanno trovato modo miglior di inaugurar il nuovo anno: lui corre, lei no. Lui, sfrontato, tocca il gelo dell’acqua con le piante dei piedoni, lei no. Lei se ne sta in disparte, cinepresa e vento in faccia. Faccia fredda ma ferma -converrete con me che un qualunque muro o mulo avrebbe saputo fare lo stesso se non meglio e che, almeno, il muro o mulo in questione non avrebbe nemmanco lamentato il freddo.
Mentre il mare d’inverno non fa una grinza, tanto è inverno … e lui sta in vacanza!



lunedì 26 maggio 2008

Sui fatti di Chiaiano

"Datemi voce e spazio perché sui giornali di domani non si leggerà quello che è accaduto. Si leggerà che i manifestanti di Chiaiano sono entrati in contatto con la polizia. Ma io ero lì. E la storia è un'altra".



"Alle 20 e 20 almeno 100 uomini, tra poliziotti, carabinieri e guardie di finanza hanno caricato la gente inerme. In prima fila non solo uomini, ma donne di ogni età e persone anziane. Cittadini tenaci ma civili - davanti agli occhi vedo ancora le loro mani alzate - che, nel tratto estremo di via Santa Maria a Cubito, presidiavano un incrocio. Tra le 19,05 e le 20,20 i due schieramenti si sono solo fronteggiati. Poi la polizia, in tenuta antisommossa, ha iniziato a caricare. La scena sembrava surreale: a guardarli dall'alto, i poliziotti sembravano solo procedere in avanti. Ma chi era per strada ne ha apprezzato la tecnica. Calci negli stinchi, colpi alle ginocchia con la parte estrema e bassa del manganello. I migliori strappavano orologi o braccialetti. Così, nel vano tentativo di recuperali, c'era chi abbassava le mani e veniva trascinato a terra per i polsi. La loro avanzata non ha risparmiato nessuno. Mi ha colpito soprattutto la violenza contro le donne: tantissime sono state spinte a terra, graffiate, strattonate. Dietro la plastica dei caschi, mi restano nella memoria gli occhi indifferenti, senza battiti di ciglia dei poliziotti. Quando sono scappata, più per la sorpresa che per la paura, trascinavano via due giovani uomini mentre tante donne erano sull'asfalto, livide di paura e rannicchiate. La gente urlava ma non rispondeva alla violenza, inveiva - invece - contro i giornalisti, al sicuro sul balcone di una pizzeria, impegnati nel fotografare".
"Chiusa ogni via di accesso, alle 21, le camionette erano già almeno venti. Ma la gente di Chiaiano non se ne era andata. Alle 21.30, oltre 1000 persone erano ancora in strada. La storia è questa. Datemi voce e spazio. Perché si sappia quello che è accaduto. Lo stato di polizia e l'atmosfera violenta di questa sera somigliano troppo a quelli dei regimi totalitaristi. Proprio quelli di cui racconto, con orrore, ai miei studenti durante le lezioni di storia".


Elisa Di Guida (docente di Storia e Filosofia - Napoli)
(24 maggio 2008)


- Via Makia -

Citius, Fortius, Pistorius

Su Libmagazine:






Ultim'ora: un corsivo un pò sgraziato....

Sei anni fa moriva Samuele Lorenzi, ucciso, si spera nel sonno, nel lettone di mamma e papà. Altrettanti anni dopo la mamma di Samuele, Annamaria Franzoni, viene condannata a 16 anni di reclusione con l’accusa di omicidio volontario.
(continua..)

domenica 25 maggio 2008

Mettiamo limiti alla provvidenza! /2

Non v’è cosa peggiore, sentit’ammè, di vedere un film, rimanerne disgustati per la crudeltà, l’assurda morbosità dei protagonisti, e scoprire poi che la storia che racconta è reale e che, peggio ancora, il film si chiude troppo presto quando la storia reale non si è ancora conclusa e che, orrore! , il film-finale è di molto migliore del real-finale: “Primo amore” ,

la vera vita di Marco Mariolini e Monica Calò” e “Il cacciatore di anoressiche”, sono 3 facce di una stessa medaglia; 3 facce di una medaglia già di per se stessa lurida, che si imputridisce nella miseria delle tre facce che la compongono.
Lucide follie che, incontrandosi, segnano il non-ritorno. Morti annunciate che non vengono scongiurate. Un film che non esiste o che sarebbe stato meglio non fosse mai stato pensato, ispirato. Una chiavica!




(Ma che bel post che ha scritto Insuperabile dopo essere stato punzecchiato, femminamente, da donna Concetta)

lunedì 19 maggio 2008

[...] questo film non piacerà a chi s’attende la solita mala da eroismo tragico. Addirittura questo film non deve piacere affatto, perché non intende rassicurare sulla presenza di forme millimetriche di coscienza nei malavitosi: qui i cattivi sono solo cattivi, e quasi tutti i buoni diventano cattivi. Questo film non è medicinale che acquieti i sogni e disponga al riso. È una rasoiata.


- Un voto a Rosa -

domenica 18 maggio 2008

Susy


sabato 17 maggio 2008

Avvenne insoggettiva

La mattina del 17 maggio 1972 veniva ucciso a Milano il commissario Luigi Calabresi. La sua morte fu preceduta da anni di minacce, intimidazioni e processi sommari a mezzo stampa circa il suo coinvolgimento nella morte dell'anarchico Luigi Pinelli, avvenuta il 15 dicembre del 1969 nella questura milanese.

mercoledì 14 maggio 2008

Piatto ricco mi ci ficco!




Segnaliamo un importantissimo corsivo che vuole ricordarci: Nicola è ognuno di noi!



Inoltre un' interessante intervista firmata Cangiano-Maragò alla dottoressa Marinella Cozzolino, presidente dell’Associazione Italiana di Sessuologia Clinica (AISC).
Argomento: due brutte bestie, una più brutta dell' altra!




Do you love me, like you kiss me? (Scapricciatiello)
Connie Francis

domenica 11 maggio 2008

Who remember? Nisciun!

Possibile che nessuno ha visto, almeno una volta, almeno in tenerà età, Elliot il drado invisibile (Walt Disney 1977)? Ma verament'? E mò, comm' facimm'?
Ho capito, stasera facciamo un altro tentativo...





"Chi tene mamma ch' chiagne, chi nun 'a tene che chiagne a ffà?" Così diceva mia nonna. Non ho mai capito bene cosa si volesse intendere con questo detto (nè lei ha saputo mai spiegarmelo bene), però ho sempre pensato: ben detto!



Adesso, sù, ricordiamoci da quale film è tratto il video...

sabato 10 maggio 2008

Mini-spot per noi (cit.)


Qui la colonna sonora gentilmente offertaci dall'amico Davidèz, colui che tutto vede e a niente provvede! :)

giovedì 8 maggio 2008

Se non mi fai vedere le tette poi Gesù piange e non ti vuole bene più

Arrestato un frate laico per violenza sessuale. Prometteva a una 14enne la santità

Non è certo che si tratti di un frate, forse il sedicente aveva finto l'abito solo per avvicinare una ragazza, figlia di un'amica di una sua amica; quel che è certo è che l'uomo in questione si era preso il compito di aiutare la ragazza in un percorso mistico: e così, come è solito farsi quando si ha voglia di avvicinarsi al mistico.. qualche palpatina durante le preghiere, qualche foto osè e qualche altra porcheria del genere che gli inquirenti si sono limitati e definire "violenze sessuali"...
Voleva renderla santa e l'ha fatta martire.



PER DARE SENSO A QUESTO POST QUI


Intervista al Dott. Filippo Leonardo


Il Neuroblastoma è un tumore dell’infanzia. Una malattia che colpisce circa un bambino ogni mezz’ora nel mondo, e che rappresenta la prima causa di morte per i bambini di età inferiore ai 6 anni. Il neuroblastoma è una delle malattie su cui si concentrano le ricerche di tantissimi studiosi in tutto il mondo per trovare una cura che - oltre che salvare migliaia di vite fra i bambini - aprirebbe molte interessanti prospettive anche per guarire molti altri tumori, anche quelli dell’adulto. La ricerca scientifica è dunque la principale risorsa di cui disponiamo per migliorare le capacità di diagnosi, l’efficacia e l’appropriatezza delle terapie, la cura e il conseguimento di una guarigione definitiva. Ma fare ricerca costa, e molto. Bisogna trovare le risorse, destinare i fondi raccolti verso ricerche serie e che raggiungano dei risultati concreti. Per questo ci sono gli angeli. Non solo quelli del Paradiso, per chi ci crede. Angeli sulla terra. Giornalettismo ne ha incontrato uno, il dott. Filippo Leonardo, il Vicepresidente della Fondazione per al Lotta al Neurobastoma, una Onlus che si occupa da anni di combattere questa patologia dell’infanzia. Lo abbiamo incontrato a Genova.

Com’è cominciata quest’avventura?
Lavoravo presso il day hospital dell’Oncologia del Gaslini. Ho visto nascere l’Associazione per la Lotta al Neuroblastoma dalla disperazione dei genitori e dalla frustrazione dei medici.

Cosa ti ha spinto a buttarti in questa battaglia?

Ero stanco di vedere i bambini affetti da Neuroblastoma scomparire troppo presto. E volevo fare qualcosa per loro e per i loro genitori. Facci conoscere meglio l’Associazione, com’è organizzata, com’è composta, quanti soci ha, quanti fondi raccoglieL’Associazione è stata fondata da 20 persone, tra genitori e medici, il 23 luglio 1993; subito sono stati raccolti 200 milioni delle vecchie lire da una dei soci fondatori, l’attuale Presidente, dott.ssa Sara Costa e su questi fondi è cominciata la nostra avventura. All’inizio facevamo solo alcune sporadiche manifestazioni sul territorio, organizzate dai soci fondatori, poi dal giugno 1994, dopo la mia assunzione, è iniziata un’opera sempre più capillare di insediamento nel territorio. E la prima campagna nazionale, con le uova di pasqua. Nel 1995 erano 5.000, quest’anno ne abbiamo offerte 120.000.

Che cos’altro avete fatto?

Campagne di direct marketing, raccolta di adesioni. Pensa, dai 20 soci fondatori siamo arrivati a quasi 100.000 oggi. Dal 2003 il Comune di Genova, riconoscendo la nostra attività, ci ha concesso a canone quasi gratuito, 140 metri quadrati di uffici qui a Sestri Ponente, da cui si organizza tutta l’attività nazionale, coordinando tutti i nostri volontari, per lo più genitori di bambini scomparsi, che uniscono tutti assieme le loro forze per sconfiggere il Neuroblastoma.
Come ottenete le risorse per la ricerca?

Attraverso le campagne nazionali di Natale e Pasqua, attraverso l’aiuto costante dei nostri soci, grazie gente che organizza durante l’anno più di 100 manifestazioni per noi, con oltre 750 giornate di raccolta presso vari centri commerciali, grazie alle aziende che ci affiancano, grazie a 365 giorni di lavoro all’anno, anzi quest’anno 366.
Quanto riesce a raccogliere oggi l’Associazione per la lotta al Neuroblastoma?
L’Associazione, con la sua Fondazione, oggi raccoglie ogni anno quasi 2,5 milioni di euro, destinati al sostegno della ricerca scientifica sul neuroblastoma ed i tumori solidi pediatrici. Tieni presente che l’Associazione ha solo 4 dipendenti e 2 collaboratori, per il resto abbiamo oltre 500 volontari su tutto il territorio. La Fondazione invece ha 46 ricercatori e tecnici in busta paga.Fammi capire: l’Associazione per la Lotta al Neuroblastoma raccoglie fondi che la sua “gemella” Fondazione impiega per la ricerca per sconfiggere questa patologia dell’infanzia.

Ho capito bene?
Sì, è così.
Quali sono i principali centri di ricerca che finanziate con le vostre risorse?
L’Associazione, attraverso la sua Fondazione finanzia la diagnostica per tutti i bambini italiani colpiti da Neuroblastoma. Dovunque, dovunque un bambino abbia un sospetto di tale patologia interviene l’Associazione per la lotta al Neuroblastoma.
Un’azione capillare, quindi su tutto il territorio nazionale.
E poi?
La Fondazione Neuroblastoma ha un suo laboratorio di ricerca a Genova, presso l’Istituto Tumori. Ma finanzia anche centri presso l’Istituto Gaslini Genova, l’Istituto Tumori di Milano e di Genova, il CEINGE a Napoli, la Città della Speranza di Padova, l’Enea a Roma, un centro presso l’Università di Trento, il Sant’Orsola a Bologna, il Policlinico di Catania, il Gemelli di Roma e il Meyer di Firenze.
Come impiegate le risorse raccolte?
Solo ed esclusivamente per il sostegno della ricerca scientifica; per farti capire, la Fondazione NB finanzia: tutta la diagnostica italiana per tutti i bambini affetti da Neuroblastoma, ed ora anche per quelli affetti da epindimoma e medullolastoma; progetti carriera per giovani ricercatori; progetti di ricerca mirati allo sviluppo di nuove terapie sul neuroblastoma ed i tumori solidi pediatrici; progetti sulle nuove teconologie, un laboratorio dedicato a Neuroblastoma.
La via della ricerca è lastricata di passi avanti ma anche di sconfitte. Qual è la cosa di cui sei più soddisfatto in questo percorso ormai quindicennale?

Oggi i bambini sono curati con più rispetto; le terapie sono più”dolci” e più mirate e riusciamo a guarirne non più solo 5 su 100, come allora, ma quasi 60 su 100.

E qual è quella che non riesci ad accettare?
Che ne muoiano ancora tanti, troppi, fosse anche solo 1 è uno di troppo.
Quali sono i progetti concreti per il futuro, e quali traguardi pensate di poter raggiungere
Il progetto è solo uno. Sconfiggere il neuroblastoma, prima che sia possibile.

Pensi che sarà possibile, un giorno?
Ne sono sicuro, e non molleremo sino a quel giorno.

Carlo Cipiciani (Comicomix)

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Intanto su Libmagazine

CONTINUA...
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La tragica

e meravigliosa

testimonianza

di Piergiorgio.

Risponde Mina Welby.

venerdì 2 maggio 2008

Vesuvia


da
Totò Sapore e la magica storia della pizza
Vesuvia -Petra Montecorvino
(E.-E. Bennato)