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giovedì 11 marzo 2010
CREA IL TUO BANNER DI BERLUSCONI DA Metil? Para Bèn!
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venerdì 29 gennaio 2010
RICEVO E PUBBLICO: AAA - Autenticatori cercasi per poter presentare le liste Bonino-Pannella alle prossime elezioni RegionaliCondividi

Da tempo abbiamo annunciato la volontà di presentare in tutta Italia le Liste Bonino-Pannella alle prossime elezioni Regionali. L’assenza di democrazia e di stato di diritto non rende pero’ affatto scontato che i cittadini potranno scegliere se votarci. Dovremo infatti raccogliere in meno di un mese quasi 160.000 firme in tutta Italia, oltre 1500 in ogni provincia.
Dovremo farlo mentre la RAI non informa i cittadini di questa necessità, tanto gli altri partiti le firme le raccolgono nell’ombra e al di fuori delle regole; senza poter contare sulle migliaia di sedi che tutti gli altri hanno accumulato in questi 30 anni di finanziamenti pubblici ai partiti; senza quelle ramificazioni clientelari e partitocratiche cui noi Radicali abbiamo da sempre rinunciato.
La presenza delle Liste Bonino-Pannella dipende dall’aiuto che ci verrà da persone come te. Puoi essere determinante, ma abbiamo poco tempo.
Per sottoscrivere una lista occorre per legge la presenza di un autenticatore. Questo è uno dei maggiori ostacoli per la raccolta delle firme.
http://autenticatori.boninopannella.it
Chi sono gli autenticatori? Potresti essere tu. O, se ci pensi bene, tra i tuoi amici o familiari, c’è probabilmente qualcuno che puo’ farlo.
La legge infatti attribuisce questa funzione a notai, giudici di pace, funzionari comunali e provinciali, cancellieri di Corte d'Appello, Tribunale, Pretura e Procura, sindaci, assessori, consiglieri comunali e provinciali. Si tratta di decine di migliaia di persone. Comunicaci la tua disponibilità, o quella delle persone che conosci e che possono farlo:
http://autenticatori.boninopannella.it
Non rassegniamoci a chi, negando diritto e diritti, vuole decidere per tutti.
Diamoci una mano
Mario Staderini
Segretario di Radicali Italiani
mercoledì 17 giugno 2009
Radicali: caso Welby, prime condanne per diffamazione nei confronti di Belpietro e Stefano Lorenzetto (Il Giornale) e Militia Christi. La sen. Binetti
Dichiarazione di Maurizio Turco, deputato radicale del PD e Marco Cappato, Segretario dell’Associazione Coscioni.
Iniziano a giungere le prime condanne per diffamazione sul caso Welby, che, come il caso Englaro, ha visto scendere in campo una portentosa opera di disinformazione e manipolazione della verità a danno, anzitutto, dei cittadini che vengono ritenuti ‘popolo bue’ al quale dare a credere qualsiasi ciarpame pur di evitare che si formi una coscienza collettiva, basata sulla conoscenza, su temi quali il fine vita.
E così l’opera volta a ristabilire la verità ed a restituire l’onore e la reputazione ai diffamati deve giungere attraverso i Tribunali Italiani. E’ recente, difatti, la condanna per il reato di diffamazione inflitta in sede penale, in primo grado, dal Tribunale di Desio, Sezione distaccata del Tribunale di Monza, a Maurizio Belpietro, 800,00 Euro di multa – all’epoca direttore de Il Giornale – ed al giornalista Stefano Lorenzetto, 1.200,00 Euro di Multa. Diffamato il dott. Mario Riccio, difeso dall’avv. Giuseppe Rossodivita, al quale il Tribunale ha riconosciuto tra risarcimento e riparazione pecuniaria la somma di 53.000,00 Euro, oltre la riparazione specifica della pubblicazione della sentenza su Il Giornale.
L’articolo, pubblicato in prima pagina il 23.12.2006, titolava in riferimento a Piergiorgio Welby “Nessun rispetto nemmeno per la sua volontà” ed ‘illuminava’ i lettori su come “il dr. Mario Riccio, il medico venuto da Cremona”, che ha adottato il metodo “dei boia aguzzini che eseguono le sentenze capitali negli USA”, se ne fosse “fregato della volontà di Welby.” Ricorda il Tribunale che la critica per essere socialmente utile e dunque legittima, anche quando lesiva della reputazione di terzi, deve avere come presupposto dei fatti veri; in caso contrario è un mero pretesto per diffamare. Ed è di oggi, ancora, la sentenza del Tribunale Civile di Roma, resa in primo grado, con la quale il Movimento Politico Cattolico Militia Christi, è stato condannato con sentenza immediatamente esecutiva a risarcire la somma totale di 60.000 Euro, pari a 20.000,00 Euro ciascuno, a favore dell’Associazione per la Libertà della ricerca scientifica Luca Coscioni, dell’Associazione La Rosa nel Pugno e del dr. Mario Riccio, tutti difesi dall’Avv. Giuseppe Rossodivita.
E così l’opera volta a ristabilire la verità ed a restituire l’onore e la reputazione ai diffamati deve giungere attraverso i Tribunali Italiani. E’ recente, difatti, la condanna per il reato di diffamazione inflitta in sede penale, in primo grado, dal Tribunale di Desio, Sezione distaccata del Tribunale di Monza, a Maurizio Belpietro, 800,00 Euro di multa – all’epoca direttore de Il Giornale – ed al giornalista Stefano Lorenzetto, 1.200,00 Euro di Multa. Diffamato il dott. Mario Riccio, difeso dall’avv. Giuseppe Rossodivita, al quale il Tribunale ha riconosciuto tra risarcimento e riparazione pecuniaria la somma di 53.000,00 Euro, oltre la riparazione specifica della pubblicazione della sentenza su Il Giornale.
L’articolo, pubblicato in prima pagina il 23.12.2006, titolava in riferimento a Piergiorgio Welby “Nessun rispetto nemmeno per la sua volontà” ed ‘illuminava’ i lettori su come “il dr. Mario Riccio, il medico venuto da Cremona”, che ha adottato il metodo “dei boia aguzzini che eseguono le sentenze capitali negli USA”, se ne fosse “fregato della volontà di Welby.” Ricorda il Tribunale che la critica per essere socialmente utile e dunque legittima, anche quando lesiva della reputazione di terzi, deve avere come presupposto dei fatti veri; in caso contrario è un mero pretesto per diffamare. Ed è di oggi, ancora, la sentenza del Tribunale Civile di Roma, resa in primo grado, con la quale il Movimento Politico Cattolico Militia Christi, è stato condannato con sentenza immediatamente esecutiva a risarcire la somma totale di 60.000 Euro, pari a 20.000,00 Euro ciascuno, a favore dell’Associazione per la Libertà della ricerca scientifica Luca Coscioni, dell’Associazione La Rosa nel Pugno e del dr. Mario Riccio, tutti difesi dall’Avv. Giuseppe Rossodivita.
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