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Visualizzazione post con etichetta violenza contro le donne. Mostra tutti i post
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giovedì 8 luglio 2010

"Un corpo in vedita": già tagliate due puntate.


"Un corpo in vedita". La Rai taglia due puntate delle serie sulla violenza contro le donne: una sulla pedofilia, l'altra sulla tratta delle donne nigeriane. Mazza le ha ritenute non adatte al pubblico.
Difatti prostituzione, violenza in famiglia e stalking web, dicono che son' solo canzonette.

venerdì 4 giugno 2010

SKA-P- "Enséñale tus dientes mujer"



Toda la vida aguantando un infierno conyugal
Su boca huele a ginebra y su cuerpo huele mal
Sigues pasando los días evadiendo la realidad
El miedo brilla en tus ojos, hoy te ha vuelto a golpear

No merece la pena, mujer, tu pasividad
No merece la pena, mujer, debes de actuar
No merece la pena, mujer, tu pasividad
No merece la pena, mujer, ármate

VIOLENCIA MACHISTA VIOLENCIA FASCISTA...[X2]

Como cada día, una nueva vejación
Como cada noche, una nueva violación
Palabras de amenaza que se pueden consumar
El miedo te enmudece, ya no puedes aguantarlo más
No, ni una más, no te dejes humillar
Abandónale, que se pudra en soledad.
Ven, sal de ahí, date una oportunidad
Rompe de una vez las cadenas, vuelve a la libertad

VIOLENCIA MACHISTA VIOLENCIA FASCISTA...[X2]

Fuiste a denunciarlo y aquí no ha pasado "na"
Nadie mueve un dedo en esta puta sociedad
Llorando te preguntas hasta cuándo va a durar
Conoces a ese cerdo y sabes que pronto se vengará
No, ni una más, no te dejes humillar
Abandónale, que se pudra en soledad.
Ven, sal de ahí, date una oportunidad
Rompe de una vez las cadenas, vuelve a la libertad

Al día siguiente la audiencia subió en todos los reality shows
Víctima de una terrible agresión su larga agonía acabó
Mientras la ley no te quiera escuchar y siga dormido ese juez
Mientras el mundo no quiera cambiar, autodefensa mujer, autofefensa mujer

DEFIÉNDETE, DEFIÉNDETE... [X2]

Si estás en la misma situación DEFIÉNDETE
Si ya no queda otra solución DEFIÉNDETE
Si alguien te trata de imponer DEFIÉNDETE
Enséñale tus dientes mujer.


Vedi anche:
"Ad un Male manifesto si può finalmente contrapporre un Bene indiscutibile, pena la messa al rogo"


mercoledì 5 maggio 2010

domenica 28 febbraio 2010

LA MATTANZA. FEMMINICIDIO: RICERCA SULLA STAMPA ITALIANA NELL’ANNO 2007 -di Sonia Giari

SCARICA IL PDF CLICCANDO SULLA FOTO


sabato 13 febbraio 2010

ʚϊɞ, ovvero: Heavy Rain, solo per PS3


"LA DONNA è sola nell'ampio bagno del suo lussuoso loft. Si spoglia con calma, si rilassa sotto la doccia: si prende tutto il tempo necessario mentre la telecamera indugia sui dettagli del suo fisico atletico. Poi chiude i rubinetti, si asciuga lentamente e si riveste indossando degli slip e una... canottiera leggera( eloquentissimo l'uso dei sospensivi, peccato che l'autore non abbia pensato ad aggiungerci anche un ":)" o, meglio ancora, un ";D" ).
L'occhio del regista segue Madison - questo il nome della donna - mentre si rifugia nell'intimità del suo bagno per poi andare in cucina. Giusto il tempo di accorgersi di un rumore strano, prima che si scateni la violenta aggressione da parte di quattro intrusi coperti da passamontagna e armati di coltelli, che la picchiano ripetutamente e tentano di ucciderla scaraventandola contro i mobili della stanza."

Prima il simulatore di stupri, poi il simulatore di aggressione domestica. In attesa del simulatore di morte per cancro e quello di morte eutanasica, concentriamoci sulle chicche di quest'ultima genialata: è indispensabile, credo per attizzare un po' il giocatore in attesa della violenza, che inizialmente la donna venga mostrata nuda e nell'atto di fare la pipì. Fondamentale che la donna si rivesta per indossare nient'altro che una ... :) canottierina leggera e un paio di slip e che, così abbigliata, si difenda stenuamente dalle botte.

Proprio come nei film dove, molto spesso, le donne aggredite sono coperte solo da trasparenze, giusto per non sconvolgere troppo lo spettatore -che non vedrà il dolore nasconsto dentro la violenza cui sta ssistendo se gli si mantiene la cappella sempre arzilla; e proprio come nella vita reale! Nessuna donna, infatti, passeggia più per casa in tuta o in pigiama; in vestaglia, semmai, ma solo se questa le promette giuochi di luce e capezzoli, o in slip e ... ;D canottierina. Del resto chi di voi assistendo all'aggressione di una donna in slip si soffermerebbe a guardarle il sangue anziché il culo?
Fortunatamente, - perchè poi ci si deve anche saper accontentare!- stavolta il giocatore manovra la donna e non gli aggressori. Bello no?

mercoledì 21 ottobre 2009

Munirsi di regolare biglietto all'entrata


Certo che se a 13 anni ti violentano in 8 e per 3 ore, sei proprio una gran mignotta!

Non c'è dubbio, niente che scagioni la ragazzina, niente che ne smacchi la reputazione. Quelli devono essere stati per forza bravi ragazzi altrimenti avrebbero agito diversamente e in 10, inoltre, se solo uno di essi fosse stato un ragazzo almeno un po' cattivo, vuoi vedere che non se ne sarebbe accorto nessuno? Niente, ogni indizio è a carico di quella, quella cosa sporca che, a ben guardare, dovrebbe solo che ringraziarli quelli del paese: "se avessi avuto 17 anni, mi sarei messo in fila anch'io", così ha commentato un anziano. Quale miglior segno di apprezzamento, quale complimento più bello verso una che a 13 anni forse già era andata con un altro o con altri 4? Ma il signior anziano non ha provato schifo versa quella li, anzi, le avrebbe addirittura fatto omaggio del suo pene. E quella semmai ha pure pianto leggendo l'ingenuo pensiero di quest'arzillo anziano?
Ma che razza di donne stiamo crescendo!
Piuttosto voglio vedere quando la smetteremo di andarcene in giro come normali abitanti del creato, quando ci convinceremo che se decidiamo di trasgredire a certe regole tutto quello che ne viene ce lo siamo cercate se non addirittura meritate.
Fate pure le emancipate, ragazzine mie, uscite con le amiche, divertitevi, ma poi siate pronte a pagarne l'amaro prezzo e non dite che Montalto non vi aveva avvisate!


Anche il sindaco però non è niente male. Portatemelo qua che sento di doverlo abbracciare

mercoledì 1 luglio 2009

Qualcuno non sta facendo il suo dovere



In data odierna è stata inviata al Presidente Napolitano e ai presidenti di Camera e Senato la lettera sottostante unitamente al comunicato che alleghiamo.


UDI - Unione Donne in Italia - Sede nazionale

Al Presidente della Repubblica Italiana
On. Sen. Giorgio Napolitano
Al Presidente della Camera
On. Gianfranco Fini
Al Presidente del Senato
Sen. Renato Schifani

01/07/09
Oggetto: comunicato Unione Donne in Italia

Illustrissimi Presidenti,trasmettiamo alle S. V. l’allegato comunicato della nostra associazione, perché da questo vogliate prendere atto della nostra istanza rivolta alla politica Italiana di mettere fine alla presunta legittimità dell’uso di un lessico in sé lesivo dei nostri e dei diritti di tutte cittadine in Italia.La nostra richiesta di pubbliche risoluzioni in merito ha particolare rilevanza di fronte all’immutato perdurare delle modalità e dei crimini violenti rivolti dagli uomini alle donne in questo Paese, Paese nel quale siamo parte paridignitaria con l’altro genere, quello maschile.Non va più argomentato che atteggiamenti assunti e parole pronunciate da posizioni di potere hanno forte impatto mediatico sui cittadini, costituendo una forma di giustificazione preventiva per atti irrispettosi e lesivi verso le donne.Le cittadine stabilitesi nel resto dell’Europa ci danno continua comunicazione del disagio tardivo per non aver avvertito in Patria il clima di minorità e discredito al quale moltissime donne sono costrette ad adattarsi, se non abituarsi. Incolpevolmente, a causa della presunta normalità di tale intollerabile clima.
A Voi, massime cariche dello Stato, attribuiamo la responsabilità di indurre e richiamare alla correttezza dovuta a noi come a tutti i cittadini.
Stefania Cantatore (Coordinamento Nazionale UDI)

UDI - Unione Donne in Italia,
Sede nazionale Archivio centrale
via dell’Arco di Parma 15,
00186 Roma tel 06 6865884
udinazionale@gmail.com www.udinazionale.org


Comunicato Napoli 27 luglio 2009

Qualcuno non sta facendo il suo dovere


Il fatto che la politica abbia il pressoché totale controllo dell’informazione genera sicuramente ingiustizia, in particolare nei confronti delle donne, che inoltre sono tenute prepotentemente fuori dai luoghi dove si decide. Ingiustizia il cui superamento è una precisa responsabilità pubblica verso le donne.
È di questa responsabilità che la politica non si fa e non vuole farsi carico.
Per molti motivi, tra i quali uno indigna di più ed è quello che è al contempo il fine di questa mancata responsabilizzazione: continuare ad arrogarsi la libertà di descrivere nel modo peggiore le donne, senza possibilità di appelli, perché proprio alle donne è tolta la parola.

Noi crediamo che qualcuno, che ha il potere di farlo, non stia facendo il necessario per rimediare alla lesione dei diritti delle cittadine.

C’è un linguaggio infamante che viene usato nella lotta politica tra uomini ed è rivolto prevalentemente ai comportamenti femminili . Si descrivono gli uomini per come “usano le donne”. Prestigio e infamie sono misurati sulla possibilità di sciupare e ricattare le donne.
Sappiamo che è sempre la stessa storia, ma dal momento che abbiamo deciso di restituire la naturale dimensione politica al contrasto delle violenze sessuate, sappiamo che dobbiamo richiamare alla pubblica responsabilità le conseguenze della “sincera” esposizione dei vizi esaltati come prestigio virile.
Mentre si distoglie la pubblica attenzione dalla realtà, le donne uccise, per mano di uomini e perché donne, continuano ad incasellarsi in statistiche sempre uguali, benché frutto di sottovalutazioni.
Mentre si marginalizzando le violenze domestiche, si presentano come “affari privati” le relazioni violente con donne e lo sfruttamento attraverso il falso ideologico costituito dalle migliaia di promesse per poche decine di posti “assegnabili” con denaro pubblico o sottratto a lavoratrici in perenne rischio di disoccupazione.
La rivendicazione continua della privacy dell’agire personale è solo maschile. Le donne non hanno privato, perché ancora le leggi e gli usi decidono cosa una donna debba fare della propria vita, a partire dalla Costituzione, che assegna per gerarchia precisa “il lavoro di cura” alle donne.
Lo scambio di favori tra uomini che usano come merce le donne, non è nuovo in nessun paese, e non è nuovo nel nostro. E non nuovo tra i politici!
Consapevoli di tutto questo,da tempo, noi abbiamo posto di fronte alla politica il diritto nostro e di tutte a rimanere vive, a non essere violentate e vilipese, a salvaguardare i nostri figli dalle molestie, a farci restituire la nostra autorevolezza sul governo delle cose: è per questo che il linguaggio del potere è divenuto più apertamente violento e perfido verso tutte le donne.

Noi crediamo che qualcuno non stia facendo il suo dovere per liberarci dall’incitamento pubblico allo sfruttamento sessuale e alla violenza.
Stefania Cantatore(Coordinamento Nazionale)


lunedì 2 febbraio 2009

LBMGZN -speciale VIOLENZA SULLE DONNE


- di MARZIA CANGIANO - Si è iniziato parlando di violenza sulle donne in questi termini: milioni sono le donne che subiscono violenza ogni giorno, in tutto il mondo. Poi si è passato ad analizzare i diversi tipi di violenza cercando di stabilire quali siano le donne più a rischio e quali gli uomini. Poi abbiamo ricordato quelle donne che hanno pagato la violenza subita in vece del proprio ‘assassino’. Ora bisogna ritornare sull’argomento per continuare a difendere la memoria e la dignità di ogni donna che è stata stuprata, aggredita, picchiata, uccisa o tutte queste cose contemporaneamente. Nei giorni scorsi abbiamo assistito al massacro lento e silenzioso – neanche troppo – della dignità di ogni donna, non solo di quelle che hanno subito violenza in prima persona, ma di tutte, quelle belle e quelle brutte, liquidate pubblicamente con una battuta mentre rischiano la vita un giorno, e ogni giorno la perdono dal momento che chi dovrebbe impegnarsi per dare loro sicurezza, ci ride su proponendo la solita soluzione passepartout: convocare l’esercito, lo stesso che mesi or sono vegliava sui sacchetti d’immondizia campani. Bene, accogliamo i militari e assegniamone uno ad ogni bella donna a mo’ di angelo custode: ‘non ce la potremmo mai fare’, ammette il Premier. Allora cosa fare? … Silenzio … [...]


- di BARBARA MELLA - Perché le cose hanno un nome, e i nomi hanno un significato. O almeno dovrebbero averlo. E usare le parole a sproposito non porta mai niente di buono: chiamare il cancro “male incurabile”, per esempio, non è il modo migliore per affrontarlo; meno che mai per guarirlo.Violenza sessuale, dunque. Un’espressione di questo tipo potrebbe far pensare a un incontenibile desiderio sessuale che, nell’indisponibilità della persona oggetto del desiderio stesso a soddisfarlo spontaneamente, viene soddisfatto con modalità violente. Ma il fatto è che in natura non esistono desideri sessuali incontenibili: se esistessero, ne sarebbero in primo luogo titolari gli animali, fra i quali invece non avviene accoppiamento se la femmina non è consenziente. O potrebbe forse ricondurre a uno straripante impulso sessuale da soddisfare qui e ora, in qualunque modo possibile. In realtà neanche di questo si tratta, ché per soddisfare un impulso sessuale esistono sempre mezzi e modi che non implicano alcuna violenza su chicchessia, anche in mancanza di partner disponibile. E dunque non di violenza sessuale si tratta, bensì di violenza nuda e cruda. Violenza senza aggettivi. [...]

sabato 31 gennaio 2009

C'è un tempo per ridere ed uno per piangere, ma non c'è più tempo per la meraviglia


Non ci meraviglino gli sconti di pena, le giustificazioni che di volta in volta vanno ad attenuare la gravità dei delitti, i silenzi delle parlamentari che oltre a fingersi promotrici di scatole inventate non trovano altro modo di prendere la scena. E non ci meraviglino, di conseguenza, i tentati linciaggi né le minacce di farsi giustizia da sé, né che i linciaggi riservati a giovanissimi stranieri si trasformino in striscioni di solidarietà per l’altrettanto giovane ma italiano stupratore di capodanno –non si difende la donna, ma la razza. Facciamo, infine, tanto di cappello a chi ha adornato quest’enorme torta con la dovuta ciliegina: ci riferiamo al tizio che ha pensato che il social network più famoso del mondo non poteva non farsi a sua volta testimone dello squallore che ci circonda. Ecco allora spuntare in FB un gruppo di tutto rispetto: Castrazione chimica a chi e' contro lo stupro di gruppo. Un atto necessario in questi momenti di barbarita'.Castrazione chimica a chi si oppone ai gruppi a favore di una pratica antropologicamente valida come lo stupro di gruppo, nata ben prima della famiglia monogamica di origine cristiana.
Ricevo e pubblico:
In seguito allo stupro compiuto da un branco di bestie umane a Guidonia, sono apparse sui muri diverse scritte razziste contro i Romeni.
Tra queste ce n'è una da manuale:

ROMENI EBREI

domenica 7 dicembre 2008

Amorosi Assassini



Amorosi Assassini. Intervista a Cristiana di San Marzano


Di MARZIA CANGIANO


Cristiana di San Marzano, giornalista, si occupa dei servizi sociali per il settimanale Anna. È fra le curatrici del libro ‘Amorosi Assassini’ scritto insieme ad altre donne, tutte giornaliste e scrittrici, impegnate nel gruppo Controparola (http://www.controparola.it/) fondato nel 1992 da Dacia Maraini. Il testo, nel quale si raccolgono circa 300 casi di violenza maschile avvenuti in Italia dal 2006 ad oggi, parte da un interrogativo la cui risposta è indispensabile per una completa conoscenza del fenomeno: ‘Per ogni stupro o aggressione denunciati, per ogni omicidio scoperto, quante violenze rimangono coperte dal silenzio?‘

SSPECIALE - Interviste a confronto: depenalizzazione omosessualità
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Cultura

lunedì 3 marzo 2008

L'acqua è poca e la papera affoga!

Giacchè non avrò tanto tempo da dedicare al blog in questi giorni e giacchè ho comunicazioni importanti per voi, ve le comunico tutte in un post e Ammèn!

1. Da una mail di NicPic (passaparola)







Fondazione Pangea Onlus, da anni impegnata per dare alle donne del mondo che hanno subito violenza l'opportunità di riscattarsi ed emanciparsi, ha deciso di aiutare anche le donne in Italia.
Nasce
pangeaprogettoitalia, in collaborazione con Donna Moderna, per sostenere le attività di 4 centri antiviolenza italiani.
Dall'1 al 20 marzo 2008 invia un SMS al 48584 e donerai 1 euro a pangeaprogettoitalia, contribuendo ad aiutare le donne italiane vittime di violenza. Telefonando allo stesso numero da rete fissa Telecom Italia donerai 2 euro.
Aiutaci a finanziare le importanti attività dei centri antiviolenza che quotidianamente danno la possibilità alle donne maltrattate e ai loro figli di uscire dalla violenza e ricominciarea a vivere con dignità.
SEGNALA LA NOSTRA CAMPAGNA DI RACCOLTA FONDI A TUTTI I TUOI AMICI.INSIEME POSSIAMO CAMBIARE LE COSE.
Su
www.pangeaonlus.org troverai maggiori informazioni sul progetto e sulle attività organizzate in occasione della Giornata Internazionale delle Donne.

2. Dal blog di Metilparaben

Premio D eci e lode

L'amico Metil ha ben pensato di assegnarmi un premio :"Premio D.eci e lode" (come dargli torto:) addicendo codesta motivazione: " siccome mi è capitato spesso di dover citare i blogger che mi piacciono, e ogni volta le regole del gioco mi hanno imposto di tralasciarne qualcuno, assegno il premio a tre blogger che non ho mai avuto modo di segnalare: per cui, gente, ecco a voi BloggerPerfecto, MissWelby e 5Lire. "
Ringraziando l'amico Metil per avermi ritenuta degna di cotonto riconoscimento, m'appresto ad esporvi il regolamento nonchè il/la destinatari@ del mio premio:
REGOLAMENTO:
° esporre il logo del "Premio D eci e lode", che è il premio stesso, con la motivazione per cui lo si è ricevuto. E' un riconoscimento che indica il gradimento di una persona amica, per cui è di valore (sotto c'è il pratico "copia e incolla");
° linkare il blog di chi ha assegnato il premio come doveroso ringraziamento;
se non si lascia il collegamento a questo post già inserito nel codice html del premio provvedere a linkare questa pagina (sotto c'è il pratico copia e incolla);
° inserire il regolamento (sotto c'è il pratico "copia e incolla");
° premiare almeno 1 blog aggiungendo la motivazione.

Passando alla mia premiazione, il destino mi suggerisce di premiare Barbara, ed io non posso fare altrimenti... non fosse altro che per quella sottile linea argento che ci unisce

(QUI tutti i 'copia-incolla' del caso)


3. Su Blogmagazine i candidati del "Blogawards" di Marzo