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martedì 27 ottobre 2009

GF10 ovvero così ti combatto l'omofobia, così tiro fuori il cattolico che è in te e la sciattezza che tanto ci è mancata

Ieri la prima puntata dell'inatteso GF10: 40 concorrenti, minacciano, per tanti e tanti mesi di casa. E come è nel modus operandi degli autori, anche quest'anno gli inquilini risultano riflettere alla perfezione questo nostro tristo paese: ci sono donne, uomini, bone, boni, brutte (leggasi ragazza normale), giovani, adulti, ricchi, poveri, orfani, maritate, cattolici, gay e trans. Direi che mancano solo un paio di anziani dall'ospizio, un latitante, un tossicodipedente riabilitato e il cugino della bella stronza. Peccato, però che il gay, il cattolico e la ragazza normale siano in nr° di 1 per categoria, a uso promemoria insomma -metre, come tutti ben sappiamo, di questi tipi qua ne puoi trovare anche 2/3 per condominio. Comunque: un unico gay , oca ed effervescente, messo lì a sfidare gli omofobi; un solo cattolico, messo lì a sottolineare che la fede può abitare anche un uomo bello e dannato; una ragazza normale, tanto normale da presentarsi 'in carne' e vestita alla 'come viene', messa lì a condannare il tacco, il trucco e il parrucco. Una sfida difficile, così si presenta questa nuova edizione del GF, una battaglia su più fronti dalla quale usciremo tutti e per l'n-sima volta sconfitti.

giovedì 20 novembre 2008

Documento di cattolici sul caso Englaro

Pensando ad Eluana Englaro i nostri primi sentimenti sono di affettuosa amicizia e di solidarietà nei confronti della sua mamma e del suo papà. Esaminando invece la situazione che si è determinata e scrivendo dall'interno della nostra Chiesa cattolica, non possiamo che esprimere il nostro sconcerto e la nostra amarezza per quanto riguarda la posizione dei vertici ecclesiastici che contribuisce a suscitare un grande e inopportuno clamore mediatico intorno ad una persona crocifissa su un letto da sedici anni.
Ci sembra che la pietà sia dimenticata e che non ci sia serenità nell'esaminare la situazione di fatto, avendo come riferimento le parole di speranza del Vangelo. Dio è il signore della vita e della morte e ad ogni essere umano tocca affrontare la conclusione dell'esperienza terrena, che è solo una fase della vita, accompagnato da chi lo circonda con dolcezza e rispetto, verso il futuro di felicità che ci prefigura la nostra fede. Ci sembra invece che ci si accanisca nei confronti di Eluana e che non si rispettino le sue precedenti accertate dichiarazioni di volontà prima dell'incidente, secondo la testimonianza dei genitori e di altri, e che non si prenda atto della sua attuale perdita definitiva della coscienza.
Ci sembra che, in questa vicenda, si manifesti una concezione meccanicistica e materialista della vita che è ben diversa da quella fondata sui sentimenti e sui valori spirituali vissuti coscientemente che caratterizza la visione cristiana della persona umana. Non ci può essere contrapposizione tra "principi" e "fatto" : il principio astratto della vita e il fatto di una "vita non vita". Anche la scolastica insegna che "contra factum non valet argumentum" che si potrebbe tradurre con : "i fatti sono incontrovertibili".