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A CUOPPO CUPO POCO PEPE CAPE ...e... POCO PEPE CAPE A CUOPPO CUPO

giovedì 14 gennaio 2010

IL TEMPO DELLE DONNE NON E' MAI ARRIVATO PERCHE' NON PUO'

Ieri su FB si parlava del post di cui sotto, in breve: l'intento dell'Onu di andare all'eliminazione della violenza contro le donne entro il 2015 - tra 5 anni; vi si auspica, inoltre, la creazione di un fondo pubblico per il risarcimento delle donne vittime di violenza, costituito dal sequestro dei beni degli autori dei crimini, con modalità eque verso le loro famiglie incolpevoli.
Dal dibattito - tutto al femminile- è emerso, in breve, un certo pessimismo circa i tempi entro i quali dovremmo arrivare a cancellare definitivamente il più bruto dei crimini: la violenza sulle donne, frutto della concezione che l'uomo ha del suo corpo, è questione atavica, difficile da rimuove difficile da rimuovere anche nelle menti che, di primo acchito,sembrano illuminate ed aperte al cambiamento; d'altronde, se si pensa che fino a pochi anni fa il reato di violenza sessuale era contro la morale e non contro la persona ... Non sono mancati commenti di autocritica: siamo forse anche noi donne-madri corresponsabili della squilibrata percezione della figura femminile risultando incapaci di educare i nostri figli al rispetto dell'altra?

Cose già dette, domande già poste, ragionamenti già triti, destinati a ripetersi -ho le prove!!! - senza pericolo di scadere.

Fingendo un ottimismo che non mi appartiene e delle speranze che adesso non trovo più, ho dibattuto limitandomi ad esortazioni del tipo 'non mettiamo limiti alla provvidenza' -pur cedendo ai soliti toni pessimisti che da sempre mi contraddistinguono.
Così detto, si è spento il dibattito. Fino alla sera, nel senso che alla sera ho continuato a dibattere prima col Munaciello poi da sola con me stessa - e mi sono arricriata!

Le Iene, servizio sulle conseguenze del precedente servizio sul prete a luci rosse. La reazione dei fedeli all'allontanamento del parroco la dice lunga, le espressioni usate da chiunque sia stato intervistato sono tipiche, sembrano dei proverbi, dei detti antichi. Uomini e donne si affanno per salvare la reputazione del parroco a scapito di quella della vittima: "l'hanno calunniato, le femmine sono così", "a parte che non c'è stato niente di grave, una cosa lieve non è che ha avuto un rapporto", "quello che ha detto quella ragazza è tutto falso", "l'ha fatto anche alla figlia di una mia carissima amica, ha fatto delle benedizioni", "se queste ragazze era turbate potevano dimostrare il loro turbamento senza andarsene, forse così l'avremmo aiutato".
Avrete notato che alcune di queste perle vengono pronunciate da soggetti di sesso femminile.
Le donne, queste benedette donne, tutte potenziali vittime di chicchessia, tutte spietate complici di ogni violenza. Costoro ci immobilizzano in questo pantano di violenza e subordinazione. Allora non siamo noi complici di tale imparità, siamo le artefici prime: siamo le veline, i soprammobili, le incubatrici, perchè così reputiamo noi per prime l'altra!

5 commenti:

Astrid Nausicaa ha detto...

Anche io ho beccato quel servizio delle Iene ieri sera. Purtroppo siamo davanti a forme di ignoranza e arretratezza a dir poco bestiali.
Un dettaglio che mi ha colpito in modo particolare è che questi beoti tendono a non far differenza tra reato e peccato. Non hanno la minima cognizione della laicità dello stato, mancano in definitiva di civiltà, se ci pensi.
Non è facile estirpare queste convinzioni ataviche dalle loro menti bacate.

Anonimo ha detto...

Un applauso cara Bippina.Visto il servizio... che non ha fatto che confermare quanto da tempo penso e sostengo, ci freghiamo con le nostre mani, fin da quando si andava in piazza a sostenere dei diritti che poi in famiglia non avevamo il coraggio di mantere, fregate dicevo da condizionamenti affettivi che ci portano a giustificare i maschi(padri,fratelli, mariti)ai quali siamo legate e ai quali non abbiamo la forza di opporci.
Le leggi sono importanti e utili ma i cambiamenti profondi devono avvenire prima di tutto nella coscienza e noi (donne) abbiamo delle grosse responsabilità quando accettiamo.... accettiamo... accettiamo situazioni ( per vanità, convenienza e anche per paura di restare sole) gravissime senza ribellarci.
Ciao.
Specchio

bp ha detto...

ast>> mi era completamente sfuggito questo 'dettaglio'.. hai ragionissima, confondono reato e peccato. Viviamo in una società incivile!!!

specchio>> ovviamente concordo in pieno...di questo passo, con queste teste, non potremo pretendere mai da nessuno quel rispetto che noi stesse ci neghiamo.
Ti abbraccio forte

Mk ha detto...

Eh mi ha detto una signora a proposito della mia separazione:la casa senza l'uomo è spenta.Soppuort l'uomo è la luce .
Soprattutto quando fa vedere le stelle.:)))
baci
Mk

|bp| ha detto...

Purtroppo, cara Mk, così stanno i fatti, ancora....
Puort' pazienz'! -così mi dico io :)

baci