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A CUOPPO CUPO POCO PEPE CAPE ...e... POCO PEPE CAPE A CUOPPO CUPO

venerdì 22 gennaio 2010

"Ti offenderesti se qualcuno ti chiamasse un tentativo"

Poco fa qualcuno, anzi credo proprio qualcuna, è arrivato sul mio blog cercando:
'verginità femminile invenzione per sottomettere le donne', con tanto di punto interrogativo tipo questo: ?
'Mhm mhm' -mi son detta- 'interessante quesito'. 'Ma in che modo la nostra verginità ci renderebbe sottomesse?' -ho continuato- 'ma soprattutto, cosa s'intende qui per "invenzione"?'
A me la verginità femminile, proprio al pari di quella maschile, non risulta essere un'invenzione, quanto un fatto anatomicamente dato seppur suscettibile di modifiche.
Dunque l'invenzione non sta nella verginità in sè, quanto in ciò che essa rappresenta. Ma non per le donne, quanto -stanamente- per tutto il resto dell'umanità.
La verginità femminile, per tutti quelli altro dalle femmine, è misura di decenza, moralità, onestà. In base all'eta in cui la si perde si può essere giudicate: donne compite, troppo sveglie, frigide o tardone -quale poi tra questi tipi di donna sia quella giusta non è un contetto assoluto, bensì è questione di moda del momento: ora attizza la casta, ora la troia, ora la finta troia, ora la finata casta.
Eccola qua allora l'invenzione. Ecco cosa sottomette la donna: l'intrusione del giudizio altrui tra le più intime delle pareti. Vadasecchè una tale intrusione non può avvenire senza conseguenze, miriadi di conseguenze, almeno una per ogni donna esistente. Una su tutte le difficoltà con cui le donne sperimentano il proprio corpo e la propria sessualità, quasi fosse cosa di cui poter godere solo previa accetazione altrui. Questo se da una parte ci permettere di conoscere, di volta in volta, come cambia -se cambia- la concezione che si ha della verginità femmile, dall'altra ci impedisce, come da sempre ci ha impedito, di comprendere cosa rappresenti tale verginità per le donne. Ai tempi in cui la donna che arrivava svergine al matrimonio rischiava quasi il rogo o la lapidazione, cosa faceva sì che la maggior parte delle donne si conservassero caste e pure fino al dì delle nozze? E quando poi si è passate da questa castità quasi perpetua al famolo a tutti costi, quale volontà ha sotteso tale cambiamento? E la volontà di chi?

3 commenti:

Mk ha detto...

Una mia compagna di classe alle superiori se ne faceva un vanto di averla persa l'anno precedente a soli 14 anni(e ti sto parlann di oltre 20 anni fa) e tutte noi.le altre bigottne e racchiette-con gli oh mamma mia additandola come la perversa della classe .E non ci bruciava neanche la curiosità del sapere com'era.
La verginità è una condizione mentale oltre che fisica :si può fare in tanti modi pur conservandola e dichiarandosi ipocrite.Credo che debba essere "conservata"per quando e se si è davvero innamorate .E se si crede di esserlo e alla prova dei fatti se ne resta deluse dell'esperienza in se stessa...beh val bene come esperienza.
Buona domenica
Mk

gians ha detto...

Direi, per farla breve senza essere troppo rozzi che, al momento la vagina delle nuove generazioni è messa in palio allo stesso pari dell'ultimo modello di jeans a vita bassa, senza che per questo si debba trovare una volontà da parte di nessuno in modo specifico. credo questo dipenda sola dalla naturale evoluzione delle cose.

|bp| ha detto...

mk, esattamente, è una condizione anche mentale...soprattutto secondo me..

gians>> non saprei... proprio questa generazione di ragazzine che mi trovo a frequentare da qualche mese a questa parte mi ha fatto venire questi dubbi...
proprio guardando loro ho iniziato a dubitare su questa volontà...